Diritti in COMUNE. Un Pride di liberazione e di lotta.

 

 

 

 

 

Catania Bene Comune aderisce, partecipa e sostiene il Catania Pride promosso da Arcigay e sostenuto da decine di associazioni, movimenti e organizzazioni politiche. Un Pride lungo 5 giorni e che si concluderà con il corteo di sabato 28 giugno. Un Pride che reclamando i diritti per le persone gay, lesbiche, bisessuali, transessuali, queer e intersessuali ha voluto mettere al centro il tema del lavoro, in un momento in cui le politiche di austerità stanno producendo una gravissima disoccupazione, insopportabili drammi sociali e stanno generando una doppia discriminazione per chi, già vittima di precarietà e mancanza di lavoro, è attaccato anche per il proprio orientamento sessuale o per la propria identità di genere. 

I mesi appena trascorsi ci hanno consegnato una grande vittoria e una grande consapevolezza. La straordinaria mobilitazione di Arcigay e del Comitato per i diritti civili, di cui Catania Bene Comune ha fatto parte assieme ad associazioni e partiti, ha portato all'approvazione del Registro delle Unioni Civili nel Comune di Catania. Un traguardo importante che anche nella nostra città ha dato finalmente dignità e riconoscimento alle coppie di fatto, anche omosessuali, infierendo un duro colpo alle imposizioni patriarcali delle gerarchie vaticane e all'omofobia. Tale vittoria ha generato la consapevolezza che solo la strada della lotta e della mobilitazione dal basso può portare al raggiungimento di risultati concreti. Il Consiglio Comunale e la Giunta della città di Catania infatti non avrebbero mai approvato un simile provvedimento se non ci fosse stata una grande spinta dei movimenti. La maggioranza che appoggia il Sindaco Bianco infatti si era dimostrata divisa e non aveva né la volontà né i numeri per raggiungere tale risultato. Ciò che è valso per l'approvazione del Registro delle Unioni Civili vale anche per tutte le altre rivendicazioni e diritti: si ottengono risultati solo tramite la mobilitazione e la lotta. Catania Bene Comune è impegnata nella costruzione di queste lotte, perché i diritti che ci spettano non sono affatto finiti!

Partecipiamo al Pride con la consapevolezza che esso rappresenta un altro fondamentale momento di lotta. Partecipiamo avendo chiaro che il Pride e le mobilitazioni del movimento lgbtqi non servono a far diventare tutti uguali ma a rendere tutt* liber* nelle proprie diversità. Con uguali diritti. Per questo scenderemo in piazza colorat* e scintillanti, orgoglios* di ciò che siamo. Partecipiamo al Pride perché “resistere al patriarcato, alla violenza di genere, all'omofobia, è anche resistere alla violenza del capitale, alla mercificazione, all'austerità”. Perché la libertà che reclamiamo per i nostri corpi, la libertà di amare e di esistere è liberazione dallo sfruttamento, dal razzismo, da un sistema economico che mortifica le nostre esistenze e genera fame e ingiustizie. 

Le nostre proposte per la città di Catania:

1. Istituzione di uno Sportello Accoglienza col compito di registrare i casi di violenza e discriminazione legate a genere, identità di genere e orientamento sessuale, offrendo una prima accoglienza e indirizzando i/le utenti verso le associazioni competenti (Centri Antiviolenza, Associazioni LGBT).

2. istituzione da parte del Comune di case di accoglienza per persone LGBT di qualunque età e condizione sociale anche mediante l’utilizzo e la ridestinazione di immobili confiscati alla mafia.

3. Insegnamento, in ogni scuola di ogni ordine e grado, di una cultura orientata all’educazione affettiva, al riconoscimento ed alla valorizzazione delle diversità come elemento imprescindibile per un percorso di crescita, fondato sulla interculturalità, sul valore di ciò che è altro e garante di un pensiero critico e molteplice.

4. Rifiuto di ogni forma di cultura offensiva, mortificante e lesiva dei diritti di cittadinanza di ogni individuo a causa del genere, dell’identità di genere e dell’orientamento sessuale finalizzato al riconoscimento di percorsi di autodeterminazione e libertà.

5. Rifiuto di ogni forma di discriminazione nell’accesso al lavoro e contrasto alle forme di mobbing per motivi legati all’identità di genere e all’orientamento sessuale.

Martedì 24 Giugno 2014

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