Sabato 17 ottobre assemblea sul diritto a casa e reddito. Tra San Berillo e Gentrification.

Sabato 17 ottobre alle ore 18,30 presso il CSA Officina Rebelde in via Coppola 6 a Catania.

ASSEMBLEA qui l'evento facebook

Il 17 Ottobre è una giornata di mobilitazione nazionale e, dentro di essa, in continuità con il proprio lavoro politico quotidiano ed in corrispondenza con le mobilitazioni delle altre realtà sociali antagoniste in altre città, lo Sportello di Autodifesa Precaria e il C.s.a. Officina Rebelde hanno indetto una giornata di mobilitazione contro gli sfratti e contro la Gentrification nel quartiere di San Berillo. ( Qui l’evento facebook). "Gentrification", come alcuni già sanno, è il fenomeno per il quale zone più o meno "degradate" di una città, urbanisticamente o socialmente, popolate da fasce di popolazione proletaria o sottoproletaria, vengono disposte all’utilizzo economico o pianificate urbanisticamente in favore dei ceti più abbienti o comunque rioganizzate dalle istituzioni in maniera estranea ai loro assetti ed alle loro composizioni sociali originarie. A Catania il caso storico più "eclatante" di gentrificazione di un quartiere è stato quello dell’Antico Corso, dove l’iniziativa dell’Università ha ridisegnato il quartiere, che ha riconvertito gran parte della propria economia attorno all’accoglienza ed ai servizi per gli studenti. La presenza studentesca negli anni ha performato anche abitativamente il luogo, favorendo l’emigrazione degli abitanti originari verso le periferie e sostituendoli con gli studenti, ai quali potevano essere affittate case a prezzi più alti e con condizioni contrattuali più precarie. Dentro queste vicende si può appieno inserire lo sgombero del CPO Experia, sito in via Plebiscito, avvenuto nel 2009, una ferita che ancora brucia vivamente nella coscienza sociale e civile della città. Ora lo stabile che era occupato dal CPO Experia è in ristrutturazione, destinato ad ospitare l’ennesimo auditorium di una università che ha sempre meno studenti. Da anni, prima come centro sociale e poi con lo strumento dello Sportello di Autodifesa Precaria, noi costruiamo il nostro intervento politico in un’altra parte della città, a ridosso del quartiere di San Berillo. Popolare, anche se in maniera molto differente da come lo era ed è ancora in parte l’Antico Corso. Da anni, oramai, cerchiamo di costruire un intervento sociale dentro il quartiere, con particolare attenzione verso le fasce sociali più deboli (sexworkers e migranti) che gravitano attorno ad esso. Senza finora necessariamente prendere una posizione pubblica abbiamo spesso discusso tra noi di come esista e sia tangibile il rischio di una "gentrification" diversa nel quartiere di San Berillo e della Civita. Un processo del genere, secondo noi, costituisce una possibilità concreta e per questo abbiamo deciso di raccogliere lo spunto offertoci dalle recenti azioni dirette degli anarchici di Londra (si legga Qui) e ricontestualizzarle in rapporto a quello che ci circonda. Se è vero che in questi ultimi anni il quartiere di San Berillo è stato oggetto di innumerevoli interventi culturali volti a valorizzarlo, a riqualificarlo, in maniera autogestita e "dal basso", se è vero che i comitati cittadini spontaneamente sorti nel territorio hanno (finora) efficacemente costituito un argine ai progetti di intervento nel quartiere del genere "demolire e ricostruire", è vero anche che è molto più complicato salvaguardare la composizione abitativa originaria del quartiere. In un sistema sociale, infatti, che valorizza e mette a profitto pure le attività più immateriali e dentro un contesto produttivo locale nel quale le autorità locali puntano tutto sui settori della ristorazione, del turismo, della cultura, dell’aggregazione, persino la riscoperta di San Berillo di questi ultimi due anni produce un valore del quale è possibile una appropriazione e sul quale è possibile speculare "dall’alto". A questo bisogna aggiungere la tendenza di ampi settori di proletariato giovanile di questa città ad autogestire spazi e realtà sociali "dal basso" senza riuscire a innescare conflitto, anzi mettendo in campo una dinamica di imprenditorializzazione al ribasso di servizi sociali essenziali, fenomeno questo del quale abbiamo già parlato diffusamente [1]. Questa messa a valore degli elementi immateriali, del grande valore storico e del fascino che ha il quartiere di San Berillo.Civita è probabile che produca e stia già producendo un’aumento dei prezzi degli immobili e quindi una espulsione, a lungo andare, di chi ci abita ( migranti e sex workers) per fare posto ad attività produttive che possano sostenere il costo di un affitto maggiore o direttamente acquisire la proprietà degli stabili. Si deve, inoltre, considerare che molti degli immobili sono attualmente occupati, cosa che non sarà facilmente compatibile con gli assetti di un quartiere reso "civile" (leggasi: atto al consumo). E’ dunque di primaria importanza provare ad immaginare lo sviluppo di queste dinamiche innestate nella vita di quartiere degli ultimi due anni, ed ammettere l’eventualità che la "rivalutazione" del quartiere produca un effetto gentrificante. [2]. In queste condizioni bisogna prendere seriamente in considerazione, da parte delle realtà che abitano e vivono il quartiere, quali strumenti e quali azioni mettere in atto per evitare che l’esito del processo sia quello, ad esempio, del quartiere Berlinese di Kreuzberg [3]. Urge trovare un nuovo modo di lavorare sul territorio e elaborare collettivamente anche un ampliamento della mentalità con la quale si lavora dentro di esso, passando da "promotori di una riqualificazione" a rivendicatori di diritti per tutti-e-*. Facciamo un esempio che chiarisce la nostra prospettiva e spiega perchè questa giornata di lotta alla "Gentrification" comincia con una mattinata in quartiere di volantinaggio e comunicazione sul tema della casa: se una realtà sociale si vuole muovere in un territorio e vuole evitare di innescare essa stessa questo processo di gentrificazione, deve restituire qualcosa al quartiere. E non parliamo solo di organizzare concerti, feste, occasioni mondane (delle quali comunque non va sottovalutata l’importanza aggregativa e ricompositiva). Parliamo dell’organizzare forme di resistenza e solidarietà nella crisi, che riescano a colmare bisogni primari insoddisfatti, che portino dentro i quartieri servizi pubblici essenziali ai propri abitanti. Su questo discuteremo giorno 17, sperando che il confronto collettivo con le altre realtà del quartiere porti ad aprire prospettive di lavoro collettivo comune.

Officina Rebelde

Sabato 17 ottobre, è la “Giornata Mondiale contro la povertà”. In Italia e in Europa si registrano livelli inaccettabili di diseguaglianza e povertà. Infatti negli ultimi 7 anni il nostro paese è stato travolto dalla crisi. I dati fotografano un paese fragile, povero, segnato dalla disoccupazione e dalla disuguaglianza sociale: sono più di 8 milioni le persone in povertà relativa e 4,2 milioni in povertà assoluta. Secondo Eurostat un terzo della popolazione è minacciato dalla povertà. Sono più di 1 milione i minori indigenti, anche la dispersione scolastica ha subito un’impennata arrivando a oltre il 17%. Per non parlare della piaga della disoccupazione, della precarietà e dei ‘lavoratori poveri’. Lo stato sociale in questi anni è stato depotenziato, fino a tagliare dal 2008 al 2014 il 58% del fondo sociale.

Di fronte a questa situazione è necessario e urgente cambiare rotta e fare ognuno la propria parte per rimettere al centro la dignità e la giustizia sociale, precondizione per sconfiggere mafie e corruzione.

In questo contesto, è opportuno inserire anche un fenomeno che spesso colpisce le fasce più povere della popolazione, la "gentrification". "Gentrification", è il fenomeno per il quale zone più o meno "degradate" di una città, urbanisticamente o socialmente, popolate da fasce di popolazione proletaria o sottoproletaria, vengono disposte all’utilizzo economico o pianificate urbanisticamente in favore dei ceti più abbienti o comunque rioganizzate dalle istituzioni in maniera estranea ai loro assetti ed alle loro composizioni sociali originarie. A Catania, il quartiere di San Berillo, ha vissuto negli ultimi anni una rinascita sociale e culturale e, proprio per questi motivi, rischia un'appropriazione e una speculazione "dall'alto" e il fenomeno della "gentrification" rischia di dioventare più concreto.

Unione degli Studenti

 

Venerdì 16 Ottobre 2015

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