Tutti liberi i migranti rinchiusi al Palasport. Domani conferenza stampa delle associazioni antirazziste.

Erano arrivati al porto di Catania l'8 ottobre scorso in 260. Siriani, molte donne, moltissimi bambini e anche qualche anziano. Hanno detto di essere scappati dalla guerra e di voler raggiungere i loro parenti nei paesi del nord Europa. La Prefettura di Catania ha disposto il loro trasferimento e la reclusione al Pala Spedini, la struttura sportiva coperta attaccata allo stadio Cibali.

Per 6 giorni e 6 notti hanno vissuto lì, senza la possibilità di uscire, rinchiusi al caldo. Polizia, carabinieri e guardia di finanza presidiavano gli ingressi e impedivano a chiunque di avvicinarsi. Nonostante i numerosi appelli alla Prefettura nessuna associazione antirazzista ha potuto incontrarli, spiegargli i loro diritti, aiutarli nei bisogni primari. Solo le associazioni cattoliche erano autorizzate ad accedere. Anche quando un gruppo di parenti, dopo decine di ore di viaggio in automobile da Oslo, si è presentato davanti l'ingresso del Palasport per salutare i loro fratelli, nipoti, cugini, la Prefettura ha vietato il contatto. Solo l'intermediazione della questura ha permesso un rapido incontro.

Ma questa mattina, arrivati all'esasperazione, i migranti hanno inscenato una protesta all'interno della struttura e sono riusciti a trovare delle vie di fuga dalla struttura sportiva. Tutti i 260 siriani si sono riversati in strada e si sono incamminati verso la stazione ferroviaria per continuare il loro viaggio verso il nord Europa.

Per 6 giorni e 6 notti 260 persone sono state inutilmente e illogicamente imprigionate, senza alcuna giustificazione, in una struttura inadatta a ospitare uomini, donne e soprattutto bambini.

Per chiedere che non si ripetano più inutili e inumane detenzioni, per chiedere l'istituzione un corridoio umanitario che permetta ai profughi siriani di raggiungere in sicurezza le loro destinazioni finali, per reclamare l'introduzione di un diritto d'asilo europeo, per chiedere al Comune di Catania e alla Prefettura un cambiamento radicale nei modi dell'accoglienza, domani 14 ottobre, alle ore 10,00, al Palaspedini si terrà una conferenza stampa convocata dalle associazioni antirazziste.

 

Domenica 13 Ottobre 2013

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