Tecnis, crolla sistema di potere. Garantire stipendi, posti di lavoro e fermare la speculazione.

1200 sono le lavoratrici e i lavoratori impiegati da Tecnis e Cogip in tutta Italia, 400 solo nel territorio di Catania. Gli arresti per corruzione di Domenico Costanzo e Concetto Bosco Lo Giudice , amministratori delle società Tecnis e Cogip hanno estrema rilevanza politica e rappresentano il crollo del sistema di potere che attualmente governa la città di Catania e la Regione Sicilia.

Avere padroni corrotti non è colpa del lavoratore che nei cantieri Tecnis è impiegato. Avere affidato ad aziende i cui vertici sono accusati di corruzione, seppur vanno accertate le responsabilità e le eventuali collusioni degli enti appaltanti, non è colpa delle città e dei territori in cui i cantieri sono aperti al fine di realizzare, non in tutti i casi, opere utili alla collettività.

Il Sindaco della città di Catania e le Istituzioni coinvolte in appalti con Tecnis e Cogip hanno il dovere di adoperarsi sin da subito affinché non si sospendano i lavori nei cantieri, le lavoratrici e i lavoratori non perdano il lavoro, si proceda con il puntuale pagamento degli stipendi.

Appare evidente e ineluttabile che Tecnis e Cogip, con i propri amministratori in arresto per corruzione, possano perdere i requisiti necessari quali appaltatori pubblici, così come è probabile che le vicende giudiziarie delle Società possano danneggiare le lavoratrici e i lavoratori,  ma è proprio compito delle Istituzioni salvaguardare posti di lavoro e opere pubbliche dalle conseguenze dell'inchiesta giudiziaria che ha finalmente svelato il marcio di importanti appalti pubblici.

Il silenzio dell'amministrazione comunale in tal senso, seppur è comprensibile l'enorme imbarazzo, appare inquietante ed indecente.

Gli arresti di Costanzo e Bosco Lo Giudice hanno acceso i riflettori sul sistema di potere che governa la città da anni. Gravi sono le responsabilità delle amministrazioni, della politica e di pezzi della società civile che mentre venivano denunciate le magagne e gli affari poco chiari di Tecnis (in primis la vicenda della nuova darsena del porto su cui pende un esposto alla Procura della Repubblica) preferivano intascare contributi elettorali dall'azienda di Mimmo Costanzo, agevolarlo nell'attività d'impresa, invitarlo alle iniziative antimafia, come nel caso del trentennale della morte di Pippo Fava.

Oggi che anche Confindustria annuncia l'applicazione su Costanzo e Bosco Lo Giudice di quel Codice Etico che prevede la sospensione delle imprese che vedono i loro rappresentanti colpiti “da misure di prevenzione o di sicurezza”, è ora che gli amministratori pubblici, i partiti politici che hanno ricevuto finanziamenti, chiedano scusa alla città e chiariscano la loro posizione circa i recenti avvenimenti che hanno coinvolto Tecnis e Cogip e facciano chiarezza su tutti gli appalti assegnati a Tecnis nel territorio.

Poco chiara appare infatti la situazione dell'appalto per la costruzione dell'Ospedale San Marco di Librino, la cui costruzione è stata aggiudicata dalla Tecnis per 140milioni di euro, e la cui consegna dei lavori è in ritardo di quasi tre anni.

Poco chiara la situazione del Progetto di Corso dei Martiri, la nuova cementificazione della parte sventrata di San Berillo. Il Progetto appena presentato in Consiglio Comunale, redatto dall'Architetto Cucinella, è commissionato da due società, proprietarie delle aree, la prima è l'Istica-Cecos Spa di proprietà della Parsitalia, società romana implicata nelle maggiori operazioni di speculazione edilizia e finanziaria nella Capitale, la seconda società proprietaria delle aree e presentatrice del Progetto è la Risanamento San Berillo, interamente controllata dalla Tecnis Spa.

Di fronte ai recenti avvenimenti giudiziari appare quantomeno inopportuno proseguire l'iter di concessioni edilizie e di cementificazione di una porzione di città che verrebbe usata dalle imprese proprietarie come risorsa per una speculazione finanziaria e, in un lontano futuro, edilizia.

La città di Catania ha già vissuto traumaticamente il fallimento di importanti ditte edili. La mancata risposta della politica e del Sindacato, allora, ha determinato un rafforzamento del potere mafioso sulla città. Dai Cavalieri dell'Apocalisse mafiosa siamo passati al Cavaliere Oscuro ma non è cambiata la situazione politica o il tessuto sociale di una città che piange miseria e ha enorme fame di lavoro.

Catania Bene Comune fa appello a tutte le forze politiche e sociali dell'alternativa affinché si risponda collettivamente al bisogno di lavoro, reddito, giustizia sociale, moralità che la vicenda Tecnis determina. Le scorciatoie degli approcci istituzionali, delle consorterie, dei cerchi magici, degli opportunismi, del consociativismo sono finite.

Catania ha bisogno di reagire collettivamente per darsi un futuro.

Catania Bene Comune

Venerdì 23 Ottobre 2015

Commenti

Cominciamo a reagire, con i fatti però e non solo a parole. Poniamo sotto inchiesta l'attuale Commissario portuale , già ideatore della "darsena" quale Presidente portuale e da ultimo quale inauguratore della stessa opera abusiva dal costo di circa 100 mln. , finalizzata ad agevolare i trasportatori su gomma senza averne inibito prima l’uso a quelli sotto indagini e sequestri per mafia. Poniamo a severa critica il mentore del suddetto personaggio, l’attuale Sindaco che non si dimette e se ne infischia: 1° del grave ed insanabile conflitto interessi del suddetto pubblico controllore di se stesso operatore privato da controllare. Un conflitto rilevato anche dalla Procura di Catania; 2° di avere inaugurato, in pompa magna con tanto di Ministro, la suddetta opera abusiva posta in essere da un ex Assessore comunale di sua fiducia, divenuto costruttore di opere pubbliche in ordine alle quali in buona parte, ha ben troppo da chiarire allo Stato e con lui anche l’attuale Governo.

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