Il Consiglio Comunale distrugge la playa e Bianco perde definitivamente la maggioranza

Il Consiglio Comunale di Catania, nella seduta del 10 dicembre 2014, ha respinto le più importanti considerazioni del Consiglio Regionale Urbanistica che invitavano a rivedere il PUA, progetto di conversione a zona edificabile del litorale della playa e di cementificazione della costa. Tutti gli accorgimenti che avrebbero reso l'opera meno invasiva e un po' meno devastante dal punto di vista ambientale sono stati rigettati dall'Aula.

L'Amministrazione Comunale, pur confermando l'inaccettabile volontà di sostenere la cementificazione prevista dal PUA, aveva presentato una delibera che prevedeva l'accoglimento totale delle considerazione del CRU. La proposta della Giunta è stata però stravolta dall'Aula, come ammesso dallo stesso assessore competente, Salvo Di Salvo. A votare i provvedimenti contro l'amministrazione sono stati proprio i consiglieri dei partiti della coalizione che sostiene la Giunta, che hanno approvato gli emendamenti presentati dalla destra o che hanno scelto la via complice e vigliacca dell'astensione. Sono gli stessi consiglieri che hanno portato Enzo Bianco a diventare Sindaco della città per appena 500 voti nel 2013, senza i quali l'attuale Sindaco non sarebbe mai stato eletto.

La Giunta si è quindi vista sfiduciare, per l'ennesima volta, dal Consiglio Comunale. Dopo le bocciature delle proposte dell'Assessore Girlando sui rifiuti e sul bilancio e la bocciatura del regolamento sui dehors presentato dall'Assessora Mazzola, ora è toccato all'Assessore Di Salvo prendere atto in aula, definitivamente, che la Giunta Bianco non ha più il sostegno del Consiglio Comunale e che le scelte amministrative del Sindaco non riescono più a convincere neanche i suoi sostenitori e la sua coalizione.

Catania Bene Comune, facente parte del Comitato No Pua, insieme a tanti altri soggetti politici e associazioni è stata in aula durante le operazioni di voto per contestare la decisione del Consiglio e per ribadire la propria assoluta opposizione alla scelta dell'Amministrazione e del Consiglio Comunale di destinare altre zone verdi e incontaminate della città alla cementificazione.

Lo sviluppo della città non può passare dalla cementificazione e dalla speculazione finanziaria basata sulla conversione di aree agricole e verdi a zone edificabili. Lo sviluppo turistico e gli interventi sull'occupazione devono basarsi invece sulla riqualificazione “a cemento zero” delle zone già cementificate e abbandonate della città: viale Africa, il palazzo delle poste e le costruzioni limitrofe, via Cristoforo Colombo e l'area dell'ex cementificio, poi l'ex centrale del latte, palazzo Bernini, Vulcania. Lo sviluppo turistico e culturale deve passare dalla ristrutturazione e l'apertura al pubblico di beni straordinari come il Convento dei Gesuiti, dalla valorizzazione del nostro parco archeologico e di percorsi storici come quello che potrebbe interessare le antiche mura della nostra città o tutti i ritrovamenti di età preistorica, greca e romana disseminati nell'area urbana di Catania.

Solo chi pensa di gettare nuovo cemento sulle nostre coste non ha a cuore lo sviluppo della città. Le alternative esistono e sono tante. Fanno l'interesse di tutti e non di pochi uomini d'affari.

Annunciamo sin da subito la battaglia contro la variante al Piano Regolatore Generale “Centro Storico” che la Giunta presenterà nei prossimi giorni. Catania non ha più bisogno di varianti, di abbattimenti, di nuovo cemento ma di una pianificazione che salvi il nostro patrimonio dall'abbandono come dalla speculazione. Catania necessita invece di un nuovo Piano Regolatore Generale che le permetta di progettare, in maniera partecipata e condivisa, il proprio futuro. Fuori dalle logiche del profitto, perché la città è un bene comune.  

Catania Bene Comune

Giovedì 11 Dicembre 2014

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