Dirigente della Regione approva il PUA. Arricchisce i padroni dei terreni e devasta il territorio.

Un comunicato stampa dell'ufficio stampa del Comune di Catania consegna la notizia dell'approvazione, da parte dell'Assessorato regionale al territorio e all'ambiente, del Piano Urbanistico Attuativo che converte da agricoli a edificabili i terreni a ridosso della playa e ne consente la cementificazione per 185 mila mq di costruzioni e 160mila mq di parcheggi.

Il decreto di approvazione del PUA sarebbe firmato, da quanto si apprende dal comunicato del Comune, esclusivamente dal dirigente generale Salvatore Giglione dell'Assessorato Regionale e non dall'Assessore. Se ne attende forse ancora l'approvazione finale?

L'approvazione del PUA, se fosse confermata, rappresenterebbe un atto grave e vergognoso che genera esclusivamente l'arricchimento dei proprietari dei terreni interessati dal piano di lottizzazione, tra cui spicca Mario Ciancio Sanfilippo, per il quale la Procura di Catania ha chiesto il rinvio a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa. Ricordiamo che il Comitato NO PUA in tal senso ha presentato un esposto alla procura della Repubblica, basato sulle dichiarazioni contenute nella sentenza Lombardo.

Appare dunque grottesco e demenziale che il Sindaco Bianco continui a parlare di “protocollo di legalità” per il PUA.

Se il progetto del PUA andasse avanti, ma è sempre più probabile che si tratti solo di un'operazione volta a incrementare il valore finanziario dei terreni, verrebbe devastata e cementificata una delle poche zone incontaminate della città, proprio a ridosso dell'Oasi del Simeto.

La valorizzazione del nostro territorio e l'aumento dell'occupazione, specie nel comparto dell'edilizia, passa attraverso la riqualificazione degli immobili già esistenti, delle tante aree già cementificate ma abbandonate della città, attraverso i lavori per la messa in sicurezza degli edifici, a partire da quelli pubblici. Emblematica la manifestazione degli edili che ha chiesto investimenti per la messa in sicurezza delle scuole. In un territorio martoriato dal dissesto idrogeologico, in cui le strade cadono a pezzi appare assurdo autorizzare nuova cementificazione.

Il turismo, poi, va incrementato puntando sulle bellezze della città, dall'Etna al suo centro storico, entrambi patrimonio UNESCO. La cementificazione della costa è un atto criminale che le Istituzioni pubbliche dovrebbero vietare e non certo incoraggiare. Da questo punto di vista è folle che il Sindaco disponga l'abbattimento delle case a ridosso della playa mentre autorizza la costruzione di 185mila mq di edifici sul mare.

Catania Bene Comune continuerà la battaglia contro la speculazione edilizia e contro la cementificazione della playa accanto al Comitato NO PUA in tutte le sedi opportune. Nessuno pensi di poter devastare la città per salvaguardare gli interessi economici di pochi.  

Catania Bene Comune

Giovedì 16 Aprile 2015

Commenti

 DAL CRITICO PIU’ CRUDELE.MEDITATE,GENTE,MEDITATE. BATTAGLIE DI VETRINA PER FARSI COMPRARE DAL NEMICO E SPARIRE NELL’INGHIOTTITOIO DELLE AZIENDE DA “DEMOCRATIZZARE” CON UNO STIPENDIO-SALVAGENTE MESSO IN SALVO ALLA FACCIA DEI FESSI CHE HANNO CREDUTO A UNA VERA OPPOSIZIONE POLITICA ED ECOLOGISTA. Catania Bene Comune vive uno spaventoso psicodramma sempre più degno di Pirandello.Dopo aver combattuto la battaglia Acqua Bene Comune contro la privatizzazione delle risorse idriche,da cui deriva il suo nome,oggi pensa di partecipare alle partecipate,cioè alle aziende privatistiche che gestiscono mafiosamente i beni comuni. Qui di sicuro c’è del marcio,qualcuno che si è venduto e cerca di giustificare la sua salita sul carro di Bianco e Renzi con la scusa di democratizzare aziende mafiose che però gli garantiranno uno stipendio prima impiegatizio DOC,poi manageriale accessoriato di bustarelle. Quanto al PUA, secondo i progetti conosciuti esso dovrebbe estendersi per non più di 3 km. dal Faro Biscari in direzione del Simeto,che ne dista 10.Sarebbe questo l’assedio al fiume che gli antichi dedicarono alla dea Simàlis,versione sicula della dea Cibele? Coloro che affermano che l’area interessata dal PUA è una meravigliosa oasi naturale  non vi hanno mai messo piede e quasi certamente non sono catanesi. Non sanno quello che dicono oppure mentono sapendo di mentire. In direzione sud a partire dal Faro Biscari dapprima si trova  quella disgustosa e vomitevole fogna a cielo aperto che è il torrente Acquicella,dalle acque perennemente immobili perché non sfociano in mare,con escrementi umani che galleggiano in superficie e un puzzo nauseabondo. A seguire vi è il mitico storico Bowling,poi un rifornimento di benzina,vari magazzini abbandonati,il grandissimo Palazzo del ghiaccio,poi ancora magazzini,vecchi agrumeti in stato d’abbandono,la Piscina comunale,un grande deposito all’aperto di barche da diporto e gommoni e così via! Sarebbe questa la natura incontaminata? Fate una passeggiata in bicicletta e andate a verificare se dico menzogne! A riprova della completa non conoscenza del territorio in questione nessuno dei critici del PUA parla di due veri gioielli appena alle spalle del fronte largamente già cementificato che si apre sul viale J.F.Kennedy,il magnifico Parco Plaja e l’attiguo incredibile palmeto che insiste nell’area dell’ex maneggio della polizia,che si spinge fino al bordo del torrente Acquicella e che potrebbe costituire,dopo la bonifica dello stesso torrente che potrebbe trasformarsi,con l’afflusso del torrente Amenano opportunamente portate fin lì mediante condutture sotterranee in partenza dal Porto dove attualmente sfocia,una splendida oasi che faccia tutt’uno con l’adiacente Parco Plaja.Se chi utilizza a proposito del PUA aggettivi drammatizzanti da cronaca nera come “folle”,”criminale”,ecc.,senza saper descrivere cosa effettivamente ci sia nell’area di cui parla,significa che non la conosce né gli importa di conoscerla e confida sulla fiducia malriposta del suo pubblico di Mipiace. Ma se parla senza conoscerla bisogna sospettare tradimenti in arrivo. Questi critici del PUA sono totalmente indifferenti al beneficio che ne verrebbe alla città in termini di occupazione,grandi se non certo grandissimi,perchè occorrerebbero molti altri PUA per dare respiro a Catania. La loro opposizione a una possibilità di far emergere dal buio della disoccupazione alcune centinaia di operai edili prima e successivamente di addetti alla funzionalità delle opere realizzate,opposizione talmente assurda,illogica in tutto,assolutamente irrazionale -che da ciò non la riscatta certo il continuo agitare il feticcio di Mario Ciancio novantenne- da far sospettare il peggio. Un tempo si parlava di “battaglie di bandiera”,nobili e altamente etiche ma destinate a una sconfitta sicura,che comunque faceva dei loro combattenti degli eroi carismatici (io stesso ho partecipato a qualcuna di queste).Oggi invece si dovrebbe parlare di “battaglie di vetrina”,quelle in cui ci si segnala al nemico come antagonisti intransigenti alla “boia chi molla!” e ci si mette di traverso finchè un soggetto astuto come Mario Ciancio,che capisce il messaggio cifrato contenuto nella sua conclamata demonizzazione,non faccia delle offerte sottobanco ai vetrinisti,offerte a cui non si possa dire di no. Ad esempio partecipare come paladini della democrazia a una partecipata con stipendi da duemila euro al mese o qualcosa di simile. Cari giovani,io sono un uomo più antico della Bibbia nonostante il mio aspetto e il mio stile di vita molto giovanile. Ne ho vissute e sentite tante. Ho assistito alla compravendita di finti oppositori di qualsiasi cosa a partire dagli anni ’70,prima finiti nel sindacato,poi in cooperative e aziende rosse,poi in pubbliche amministrazioni con tanto di bustarelle in tasca. Da piccolo mio nonno mi raccomandava sempre che di fronte a fatti di dubbia interpretazione bisogna concepire SEMPRE la spiegazione più malvagia possibile. Neppure questa però sarebbe risultata del tutto attendibile,perché la verità sarebbe stata ancora più malvagia di tale ipotesi.   

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