Criminale utilizzare i servizi pubblici per spartire poltrone politiche. Bianco revochi gli incarichi.

Le società partecipate del Comune di Catania sono beni comuni, di proprietà di ogni cittadino catanese. Servono a gestire servizi essenziali quali le manutenzioni degli spazi e degli edifici, il trasporto pubblico, l'erogazione del gas a quella dell'acqua, i parcheggi.

Il corretto funzionamento delle società partecipate migliora la qualità della vita del cittadino, permette di avere servizi efficienti, come merita chi vive la città di Catania.

La scelta del Sindaco Enzo Bianco di utilizzare come criterio per la nomina dei Presidenti e degli amministratori delle società Partecipate la spartizione politica è un crimine contro la città: una scelta inaccettabile.

Come se si stessero dividendo il malloppo, coloro che hanno ricevuto il compito di amministrare la città attraverso la fiducia della cittadinanza, con indegna ed eversiva logica proprietaria, hanno raccomandato uno, due o tre amministratori per area politica, senza badare neanche lontanamente alle competenze, alle capacità gestionali, alle progettualità del servizio pubblico locale.

Unici obiettivi: incassare gli stipendi, utili anche al finanziamento delle iniziative elettorali, e guadagnare posizioni di potere, dimostrando la propria forza politica.

In questo contesto passa addirittura in secondo piano il fatto che tra gli amministratori nominati dal Sindaco vi siano i peggiori amministratori del centrodestra cittadino, responsabili nelle Giunte Scapagnini.

Prima di compiere valutazioni sulla disperazione di una Giunta che si consegna definitivamente al centrodestra, prima di dimostrare l'assoluta continuità dell'amministrazione Bianco con le Giunte Scapagnini e Stancanelli, è compito di chi si batte per il bene della città e ogni giorno usufruisce dei servizi pubblici esprimere viva preoccupazione per le sorti delle società partecipate del Comune di Catania.

Basti pensare all'inquietante scelta di confermare a Carlo Lungaro un ruolo di amministratore dell'AMT, dopo l'evidente fallimento denunciato da tutti i sindacati e da tutti i consiglieri comunali.

Sono i cittadini sono gli azionisti di maggioranza di queste società, non il Sindaco. Se Bianco avesse solo accennato a questa modalità di gestione della cosa pubblica in campagna elettorale non sarebbe mai stato eletto.

Esigiamo che il Sindaco spieghi quali logiche e quali criteri sono stati adottati per arrivare a tali nomine: ci spieghi quali motivazioni hanno portato alla scelta di rimuovere Michele Giorgianni da Presidente di Multiservizi. Ci spieghi quale logica porta a nominare amministratore di Sidra il vice-sindaco di Valverde, comune fornito da Acoset. Ci spieghi il senso della nomina di ex assessori delle Giunte Scapagnini e Stancanelli alla guida delle società partecipate.

Chiediamo al Sindaco di revocare tutti gli incarichi e di procedere alle nomine con criteri trasparenti e coinvolgendo direttamente la cittadinanza.

Voci insistenti, riportate sulla stampa, attribuiscono la scelta di compiere tale nomine, con la conseguente elargizione di alti stipendi, al tentativo della Giunta di condizionare, tramite ricatto politico, la votazione in Consiglio Comunale del Piano di Rientro e del Bilancio di previsione.

Saremmo di fronte a Istituzioni che utilizzano il loro ruolo di rappresentanza democratica come merce di scambio per fini personali: uno squallido e vergognoso mercato nel quale non si comprende se sia peggiore chi acquista il voto o chi vende la dignità.

Facciamo appello alla città affinché ci si opponga a questa gestione della cosa pubblica. È il momento di scendere in piazza e riprenderci ciò che è nostro, come scrivono I Sicliani nel loro appello, che sottoscriviamo, per una manifestazione cittadina.

In occasione del Consiglio Comunale che discuterà il Piano di Rientro saremo presenti per fare sentire la nostra voce, opporci alla svendita della città e alla gestione criminale della cosa pubblica.

Catania non ha solo bisogno di cacciare Bianco ma di produrre l'alternativa politica e amministrativa al blocco di potere trasversale che oggi soffoca la città. Non si tratta di unirci tutte e tutti nell'opposizione ma di riconoscerci comunità e costruire, insieme, una Catania fatta di giustizia sociale, accoglienza, vivibilità, servizi pubblici funzionanti: una città dalla quale non si voglia più scappare.

Una città nella quale la vita delle persone conti più dei vincoli di bilancio, nella quale l'interesse collettivo conti più del favore all'amico, conti più della clientela.

Catania Bene Comune

 

Sabato 24 Settembre 2016

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