Bilancio in Consiglio. Tagli di centinaia di milioni che voteranno in 10. Basta austerità.

Oggi alle 15,30 arriveranno nell'aula del Consiglio Comunale i documenti contabili: modalità di recupero del disavanzo economico emerso dal riaccertamento dei crediti residui e bilancio di previsione 2015.

Sono atti di straordinaria importanza per la città di Catania, per il suo futuro, per la qualità della vita dei suoi migliaia di abitanti. Documenti contabili che fotograferanno la gravissima crisi finanziaria che vive l'ente a causa degli interessi dei debiti accumulati nei decenni scorsi, a causa dei devastanti tagli dei Governi regionali e nazionali.

Il Consiglio Comunale nelle prossime ore, dopo aver cambiato lo Statuto Sidra per ottenere finanziamenti, dovrà decidere come ripianare, in 30 anni, con tagli alla spesa, vendita del patrimonio o maggiore tassazione 580milioni 987mila 451,22euro. Tale somma è il disavanzo del Comune di Catania ottenuto riaccertando i crediti inesigibili dell'ente. Nero su bianco, deliberato dalla Giunta appena due settimane fa. Tagli, tagli e ancora tagli. Quasi 20milioni di euro l'anno che peseranno sulla città fino al 2045.

Poi ci sarà da votare il bilancio di previsione 2015. Sì, lo si voterà a fine anno, incredibilmente. Ma attenti, non sarà una presa d'atto delle spese fatte e basta. Pianificherà di fatto le spese dell'ente per il 2016, essendo poi il bilancio dell'anno prossimo gestito sulla base di questo documento contabile, mese per mese.
Anche qui tagli. Si dovrà prendere atto dei tagli, soprattutto ai servizi sociali, determinati da Regione e Governo nazionale. Alcuni milioni di euro. Poi si dovrà inserire il recupero di un'ulteriore disavanzo: il debito creato da questa amministrazione dal 2013 ad oggi, sono più di 29 milioni di euro da spalmare e recuperare. Poi c'è il rispetto del Piano di Rientro, reso ancora più pesante dai tagli e dagli interessi del DL 35, anche qui tagli e tagli.

Situazione terribile, dolorosa, che peserà enormemente sulla città. Sui suoi dipendenti diretti, sui lavoratori delle cooperative, sui tartassati cittadini, sui servizi, sulla vivibilità del territorio. Ma i documenti contabili vanno analizzati, modificati, discussi e approvati. E questo lavoro deve farlo solo in parte l'amministrazione. Il grosso è a carico del Consiglio Comunale, dei rappresentanti eletti dai cittadini.

Eppure i consiglieri comunali questi documenti contabili, a pochissime ore dalla convocazione per votarli, ancora non li hanno neanche visti. Certamente gli saranno stati raccontati, dall'Assessore al Bilancio e anche dal Sindaco in persona. Che li avrà riuniti, messi in cerchio, e spiegato che loro la città l'hanno salvata, che i soldi ci sono, che in fondo il Sindaco è amico del Presidente del Consiglio, con una telefonata arriva al Presidente della Repubblica, col Presidente della Regione si sente sempre: e Catania così, con questa rete di amicizie, non la faranno fallire.

Anzi, i fedeli consiglieri, se saranno obbedienti, avranno diritto anche loro di entrare nel Pantheon dei salvatori della Patria, uomini integerrimi che scansando gufi e scacciando iene, affrontando con indomabile coraggio gli uccelli del malaugurio avranno salvato Catania da morte certa. Una narrazione fiabesca, con i consiglieri in mantello e la città da liberare dal drago fiammeggiante del dissesto che, fuor di metafora, significa, per i più valorosi, la promessa di un assessorato, di una presidenza o di una vice-presidenza di commissione consiliare ( guarda che privilegio) o addirittura, udite udite, una candidatura più importante alle prossime elezioni. Per gli altri la benedizione del Sindaco, magari la sua presenza in qualche sala convegni, a qualche augurio, a qualche iniziativa in quartiere, per far vedere che il prode consigliere gode della stima di Sua Maestà.

Purtroppo però la verità è un'altra e non possono bastare le misere lusinghe di un misero potere a cambiarla. 
Il Consiglio comunale si riunirà oggi, 29 dicembre alle ore 15,30, probabilmente si voterà in extremis la delibera Sidra e poi mancherà il numero legale (23 consiglieri su 45). Domani, 30 dicembre si tornerà a riunire, in seconda convocazione, e allora il numero legale sarà più basso. Bastano due quinti dei consiglieri a validare la seduta, ovvero 18 su 45. Per approvare il bilancio però serve solo la maggioranza dei 18: 10 consiglieri. Sì, basteranno solo 10 consiglieri, meno di un quarto degli eletti a sancire milioni di euro di tagli, erosione di diritti, diminuzione dei servizi, aumenti delle tasse.

E tutto questo, probabilmente in parte ineluttabile, succederà nel giro di qualche ora. Senza che neanche un consigliere abbia letto le carte, capito fino in fondo dove si andrà a tagliare e quali effetti deleteri tutto ciò avrà sulla città.

L'Assessore al bilancio arringherà i 18 consiglieri spiegando che comunque tra qualche mese si avrà la possibilità di spalmare il piano di rientro della città in 30 anni, gravando anche sulle prossime generazioni i debiti della città: con tasse ai massimali, blocco delle assunzioni, svendita del patrimonio, privatizzazione dei servizi pubblici.

Così urleranno in giro che hanno salvato la città, con i tagli. Senza neanche la consapevolezza che i presidenti della Regione e del Consiglio dei Ministri che loro osannano sono gli stessi che stanno affamando la loro città.

Ma la realtà è che nessun consigliere oggi e domani salverà Catania, perché non sarà nessun documento contabile, nessuna misura da azzeccagarbugli a dare un futuro alla città. Servirebbe programmazione, confronto e messa in discussione di inattuabili equilibri di bilancio. Bisognerebbe ridiscutere le politiche di austerità che stanno annientando i nostri territori e le nostre vite, invece di prolungare il supplizio.

Oggi e domani nessun consigliere voterà consapevolmente il bilancio. Si tratterà di una prova di fedeltà al Sindaco. E pensare che quei migliaia di voti presi dai consiglieri, dovevano servire a rappresentare la gente nelle Istituzioni...non a giustificare le folli scelte istituzionali alla gente.

E pensare che senza quei voti dei consiglieri Bianco non sarebbe mai stato eletto, avendo preso le liste a lui collegate il 10% in più di quanto ha preso lui come Sindaco.

Sempre più povera Catania.

Matteo Iannitti, Catania Bene Comune

Martedì 29 Dicembre 2015

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