Sfruttati e senza diritti: solidarietà ai lavoratori Almaviva

Abbiamo letto l'accordo collettivo stipulato tra Assotelecomunicazioni-asstel, Assocontact e Slc-cgil, Fistel, Uilcom Uil, e non possiamo non notare alcune clausole e condizioni che ci lasciano dubbiosi sul futuro di tutti i lavoratori del call center Almaviva ai quali questo accordo lavorativo dovrebbe applicarsi. L'accordo, come è detto nella premessa del medesimo, è nato dall'esigenza di applicare il dispositivo dell'articolo 24-bis del dl 83/2012, il quale è applicativo della legge di riforma Fornero del mercato del lavoro n. 92/2012. In particolare, queste ultime disposizioni prevedono che sia possibile utilizzare il lavoro a progetto nelle attività di outbound, come quelle del call center Almaviva, ma per evitare abusi salariali statuiscono che ai lavoratori venga corrisposto lo stesso salario che verrebbe corrisposto ad un lavoratore subordinato che fosse adibito alle stesse mansioni. Nella pratica, come sappiamo, molto spesso i lavoratori a progetto sono pagati di meno di quanto sarebbe dovuto ad un lavoratore con ordinario contratto di lavoro subordinato e soprattutto sono pagati per “incentivi e premi” e quindi in maniera del tutto o in parte svincolata dall'orario di lavoro svolto. Senonché, se si legge sotto la voce Corrispettivo dell'accordo, ci si accorge che i lavoratori che saranno riassunti con questi nuovi contratti a partire dal primo ottobre del 2013 saranno inquadrati nei livelli contrattuali più bassi e percepiranno solo il sessanta per cento della retribuzione minima che gli sarebbe dovuta, vanificando del tutto in tal modo l'effetto della previsione di legge. Secondo l'accordo, la percentuale di salario minimo che i lavoratori riassunti percepiranno crescerà gradualmente negli anni fino a raggiungere il 100% solamente nel 2018! Ma, attenzione, anche qui l'accordo prevede che questa crescita sia comunque sottoposta al vaglio congiunto di sindacati e padroni, mesi prima della scadenza, riguardo alla eventuale sussistenza delle condizioni economiche complessive che dovrebbero giustificarla. Come se ciò non bastasse, quanto possiamo leggere sotto il paragrafo dell'accordo collettivo denominato “Diritto di Prelazione”, ci lascia ancora più sgomenti. Apprendiamo che sarà stilata annualmente una graduatoria tramite la quale sarà possibile impiegare coi nuovi contratti i lavoratori a progetto che han già precedentemente collaborato con le aziende. A tale graduatoria, della quale si serviranno le aziende, si accederà tramite domande annualmente presentate dai lavoratori. Ma se il lavoratore rifiuta una domanda di assunzione, verrà posto in fondo ad essa. Alla faccia della libertà di scegliersi liberamente il proprio datore di lavoro! Ma non è tutto! I lavoratori, dice l'accordo, il cui contratto sia stato cessato anticipatamente, anche dal datore di lavoro, verranno esclusi dalla graduatoria. Il che vuol dire, praticamente, che se si abbandona il posto di lavoro per un qualsiasi motivo (magari perchè il lavoratore sta ricevendo un mobbing e non ha intenzione di denunciarlo o semplicemente non vuole più sottostare ad uno sfruttamento intensivo per una paga da fame), non si lavora più con nessun altro nel settore! I datori di lavoro, inoltre, possono inviare una lettera nella quale esprimono la loro insoddisfazione nei confronti del lavoratore, con l'effetto di escludere il lavoratore dalla graduatoria! Questa previsione è ancora più abominevole della precedente, poiché ad un qualsiasi datore di lavoro viene data la possibilità di eliminare dalla graduatoria chiunque non incontri il suo personalissimo gradimento, anche se magari non è incorso in nessuna violazione degli obblighi lavorativi di nessun genere. Come se tutto questo non bastasse, se comunque il lavoratore rifiuta tre proposte di contratto, dopo essere stato posto le prime due volte in fondo ad essa, viene infine escluso dalla graduatoria! Questo contratto, con il quale dovrebbero tornare a lavorare i lavoratori, risulta in pratica, a fronte di un salario da fame, avere creato, tramite il meccanismo della graduatoria, un sistema di “epurazione” dei lavoratori che siano sgraditi ai padroni per qualsiasi motivo (politico, personale, sindacale, di lavoro) come non si è mai visto in Italia dai tempi delle corporazioni di memoria fascista. Ma non solo! Per accedere alla suddetta graduatoria bisognerà sottoscrivere un verbale di conciliazione individuale ex articolo 410 del codice di procedura civile. Il che vuol dire, in parole povere, che se durante il servizio presso qualsiasi datore di lavoro il lavoratore matura dei diritti che non gli vengono riconosciuti, per continuare a lavorare deve rinunciare alla possibilità di esercitare i propri diritti in tribunale! Ci chiediamo, a questo punto, a che serva stabilire dei diritti per legge ai lavoratori se poi l'accordo collettivo da ai padroni le armi per ricattarli, permettendogli di lasciare a casa quelli che vogliono rivolgersi ai tribunali ed alla legge per garantire i propri diritti! Ci chiediamo anche quale sia il ruolo dei sindacati in questa storia, perché noi presupponiamo che i sindacati siano uno strumento per difendere i diritti dei lavoratori ma anche in questa vicenda ci pare piuttosto che siano uno strumento per difendere i diritti degli imprenditori e per aiutarli a vessare i lavoratori. Come Catania Bene Comune, in questo momento di profonda crisi nel quale gli operatori dei call center si sentono minacciati nel mantenimento dei loro posti di lavoro e nell'esercizio dei diritti acquisiti e abbandonati da istituzioni e sindacati e dal mondo della “politica ufficiale” ai più biechi ricatti padronali, sentiamo di dovere esprimere a loro profonda solidarietà e vicinanza e ci impegniamo a sostenerli in ogni modo e con ogni strumento a nostra disposizione nella loro lotta per il lavoro. Contro lo sfruttamento dei padroni e l'inettitudine dei sindacati filo-aziendali, che non fanno altro che confondere le idee dei lavoratori, noi ribadiamo che qualunque lavoratore ha diritto ad un impiego dignitoso con un contratto vero e cioè a tempo indeterminato e senza nessuna graduatoria o “epurazione” degna del peggior caporalato.

Martedì 24 Settembre 2013

Aggiungi commento

Filtered HTML

  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Elementi HTML permessi: <a> <em> <strong> <cite> <blockquote> <code> <ul> <ol> <li> <dl> <dt> <dd>
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.

Plain text

  • Nessun tag HTML consentito.
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.
By submitting this form, you accept the Mollom privacy policy.