Non pagheremo noi il vostro debito, la citta non si vende. Assemblea cittadina.

Giovedì 6 ottobre alle ore 20 presso il CSA Officina Rebelde in via Coppola numero 6, assemblea cittadina per fermare la speculazione sul debito e la svendita del patrimonio cittadino.

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La notte del 29 settembre 2016, 20 consiglieri comunali su 45 hanno votato favorevolmente alla proposta di Piano di Rientro redatta dalla Giunta Bianco. Il Consiglio Comunale, tenutosi in seconda convocazione, nonostante la mancanza dell'appoggio della maggioranza dei consiglieri, ha così approvato il Piano.

Un vero e proprio massacro per la città di Catania: svendite, privatizzazioni, tagli. Aumenteranno le tariffe, verrà privatizzata la rete del gas, è previsto l'aumento del gettito dell'IMU, qualunque operazione finanziaria non andata a buon fine si trasformerà in tagli ai servizi sociali, tagli alle società partecipate, ulteriori privatizzazioni.
Sacrifici inutili che porteranno inesorabilmente la città al dissesto finanziario. Il piano appena approvato si regge infatti su dati contabili falsi e su previsioni finanziarie surreali.

Nei prossimi mesi assisteremo a tagli alla spesa, a vendite di beni, alla creazione di nuovi debiti, all'aumento del disavanzo, poi le Istituzioni saranno obbligate a dichiarare il dissesto. Quando l'attuale Giunta avrà trovato nuovi lidi e quando il debito sarà ancora più pesante da gestire.

Ci teniamo a ringraziare tutte le associazioni, i movimenti, i soggetti politici, i singoli che in queste settimane si sono mobilitate contro la svendita del patrimonio immobiliare e contro il Piano di Rientro.

Nonostante l'approvazione del Piano, le nostre denunce hanno fatto emergere con forza la volontà della città a non svendere il patrimonio immobiliare. Giunta e consiglieri comunali hanno dovuto prendere atto della contrarietà della città e sono tanti gli emendamenti che ieri sono stati approvati al fine di sottrarre alla vendita alcuni dei beni che la Giunta aveva in prima battuta aveva inserito nel Piano. Si tratta di una piccola vittoria che ci dimostra quanto sia importante il controllo democratico sulle istituzioni e della possibilità di influire concretamente nell'amministrazione della città.

Non possiamo tuttavia non costatare che nonostante la volontà netta dei consiglieri a non vendere molti dei beni presenti nella lista presentata dalla Giunta, non è stato modificato l'importo che l'amministrazione, con l'approvazione di ieri, ha l'obbligo di reperire dalla vendita del patrimonio immobiliare comunale: 46milioni 697mila euro. Di questi 9milioni e mezzo devono obbligatoriamente essere incassati già il prossimo anno.

Per tale ragione rilanciamo sin da ora la battaglia contro la svendita del Patrimonio immobiliare, in vista dell'approvazione da parte del consiglio comunale della delibera che indicherà definitivamente i beni da vendere.

Dimostreremo che in molti di questi edifici si svolgono, attualmente, attività utili alla città, vogliamo censirli per capire quali altri utilizzi sono possibili per quelli abbandonati, vogliamo scardinare la logica del debito e le sue nefaste conseguenze per i servizi sociali indispensabili alla vita di una collettività.

Per questo invitiamo all'assemblea cittadina che si terrà giovedì 6 ottobre alle ore 20 presso il CSA Officina Rebelde in via Coppola 6.

Catania non si vende

(foto di Francesco Nicosia)
 

Martedì 4 Ottobre 2016

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