Sbarco migranti a Catania. Tutti gli aggiornamenti.

Aggiornamento martedì ore 16.02.
Comunicato - Le associazioni antirazziste che presidiano la scuola “A.Doria” di via Case Sante, dove da giorni sono trattenuti i migranti del tragico sbarco di sabato 10 agosto, indicono un presidio e una conferenza stampa domani 14 agosto, alle ore 10, davanti ai cancelli della scuola. Nel giorno del lutto cittadino è per noi importante testimoniare ai migranti la nostra solidarietà e la nostra volontà di continuare a batterci per l'abolizione delle leggi razziste sull'immigrazione che hanno prodotto e continueranno a produrre morte e clandestinità.

Antirazzisti catanesi
ARCI, Catania Bene Comune, Collettivo politico Experia, GAPA, Rete Antirazzista catanese, Osservatorio su Catania.

Leggi il testo e visualizza maggior info:
Sbarco migranti a Catania. Presidio e conferenza stampa.
 

Aggiornamento martedì ore 12.52.
Gli attivisti presenti chiedono il sostegno di tutt*: recatevi al presidio davanti alla scuola Dorai in via Case Sante (zona via Plebiscito).

Cosa ci serve:
- scarpe per bambini, misura 27/28
- vestiti per bambini dai 4 mesi ai 10 anni
- giocattoli (che non si rompono o smontano in piccoli pezzi)
- un paio di scarpe (o sandali chiusi) per donna, misura 38 in sù
 

Aggiornamento martedì ore 11.20.
Oltre tre giorni dallo sbarco dei migranti: tante belle parole, pochi fatti. Il racconto dettagliato di Matteo Iannitti (Catania Bene Comune) di queste incredibili giornate sul giornale "I Siciliani Giovani"; tra enormi lacune e disinteresse da parte della prefettura e l'attività intensa di divers* attivist* e associazioni.
Leggi qui: Sconosciuto profugo numero 10. La storia dei vivi.

Aggiornamento lunedì ore 22.08.
Dopo l'emozione delle prime ore, migranti abbandonati e rinchiusi. Il comunicato di "Antirazzisti Catanesi".

Aggiornamento lunedì ore 19.29.
Migranti ancora fermi in via Case Sante, situazione bloccata da diverse ore. Intanto sembrano essere scomparse le agenzie umanitarie, rimangono invece attivisti e associazioni, inclusa Catania Bene Comune: Matteo Iannitti su Facebook parla di una vera e propria situazione di "stallo".

Aggiornamento domenica ore 19.35.
Matteo Iannitti su Facebook:
"È tempesta dopo la quiete. Alla scuola Doria donne e bambini siriani, chiusi da ieri sera, stanno male. Hanno la febbre e sono disidratati. Non viene autorizzata la creazione di un presidio medico ed esplode la protesta. Istituzioni assenti. Solo le associazioni che da ieri portano solidarietà sono presenti. Assieme alla polizia che si cura solo che restino dentro."

E' RICHIESTA LA PRESENZA DI PERSONE.
CHI PUO' SI RECHI ALLA DORIA IN VIA CASE SANTE.

Aggiornamento domenica ore 15.00. 
Massimo Malerba su Facebook:
"Ho visto i vivi
Seduti sui materassini su cui hanno dormito per la prima volta dopo la fine di un incubo durato giorni, mangiano i pasti preparati dalla protezione civile. "Bread" chiede un uomo. "Pane", gli dico. E lui ripete: "Pane". 
Un pasto con cui, stamattina, hanno rotto lo sciopero della fame che attuano da ieri in segno di protesta contro le leggi italiane che impediscono loro di lasciare il nostro paese senza prima essere identificati. "Non vogliamo essere rimpatriati in Siria e non vogliamo restare in Italia", dicono "vogliamo andare in Danimarca, in Norvegia, in Svezia, in Svizzera, dove ci aspettano i nostri parenti". 
E in Svizzera avrebbero voluto arrivare con quella carcassa galleggiante con cui si sono arenati alla Plaja di Catania, su quella spiaggia su cui, sei di loro (tutti tra i 15 e i 27 anni), sono approdati per sempre. Per loro sei, la città di Catania, ha proclamato il lutto cittadino per mercoledì. Grande segno di civiltà.
Attorno agli altri, ai vivi, a quelli che sono riusciti a trascinare la loro vita e i loro borsoni fuori da quella spiaggia maledetta, i catanesi si stanno stringendo in una gara di solidarietà che riempie di orgoglio. Gli abitanti del quartiere si avvicinano all'Andrea Doria, la scuola in cui sono ospitati i migranti siriani, chiedono se possono donare qualcosa - vestiti, cibo - qualcuno arriva con delle bambole e dei pupazzi e li regala ai bambini.
Ma al bread, al pane, nessuno aveva pensato. L'assessora Scialfa chiama un volontario della protezione civile e tira fuori una banconota dal borsellino: "Provi a trovare un panificio aperto, ne prenda tre chili".
Il volontario della protezione civile si allontana correndo, senza prendere i soldi: "Ci penso io assessore, non si preoccupi poi me li dà i soldi". 
Fuori dalla scuola ci sono Matteo, Claudia, Daniela, Giacomo, Maria Giovanna, Barbara e altri attivisti delle associazioni catanesi, dell'Arci, dell'Experia, e di Catania Bene Comune. Sono rimasti lì fino a notte fonda e sono tornati stamattina. Da ore presidiano l'ingresso della scuola. A loro non è consentito entrare e la questura svolge una rigorosa selezione all'ingresso. Eppure, è grazie ai mediatori culturali messi a disposizione dall'Arci (pare che la prefettura non ne abbia uno), e in particolare ad Hassan, che oggi i siriani hanno interrotto lo sciopero della fame. 
Chiamo Luisa Albanella, una mia ex collega oggi parlamentare, le chiedo se è a Catania e se può raggiungerci: "Dammi venti minuti", mi dice. Ed è accompagnando Luisa (che aggiorna telefonicamente la ministra Kyenge sulla situazione) che riesco ad entrare, ad incontrare i vivi cui essere vivi però non basta: vogliono essere liberi. Non capiscono come possa esservi una legge che, di fatto, li reclude dentro la palestra di una scuola. Qualcuno inscena una fuga ma viene fermato dalle forze dell'ordine. Altri, invece, sono fuggiti nel corso della notte. Almeno undici, di cui nessuno ha più notizie. Vogliono andare in Danimarca, in Norvegia o in Svizzera. Ma non col barcone, stavolta. Anche perché in Svizzera non c'è il mare."

Aggiornamento domenica ore 11.00.
I migranti siriani sono ancora nella scuola Doria a Catania. I bambini giocano ma delle sbarre ancora li separano dalla libertà. Ieri era permesso alle associazioni entrare nella scuola, oggi la questura svolge "selezione all'ingresso". Nessuna certezza sul loro destino.
Divers* attivist* di Catania Bene Comune presenti che, insieme ad attivist* di altre associazioni e organizzazioni, stanno seguendo l'evoluzione del caso. L'obiettivo è garantire il rispetto dei diritti dei migranti: in passato, in occasione di sbarchi simili a Catania, molti dei diritti dei migranti non sono stati rispettati (non sono stati, ad esempio, adeguatamente informati sul diritto d'asilo e sulle procedure per chiederlo).

Aggiornamento domenica ore 01.10.
I migranti vengono trasferiti dalla Capitaneria di Porto alla scuola Doria in via Case Sante. Gli abitanti del quartiere decidono di donare pupazzi ai bambini e tutto ciò che è necessario per poter passare la notte dentro la scuola.

Aggiornamento sabato ore 19.12.
Dichiarata giornata di lutto per mercoledì 14 agosto. Leggi i dettagli qui --> Accolto il nostro appello: 14 agosto lutto cittadino a Catania.

Aggiornamento sabato ore 16.38.
Facciamo appello a tutti gli antirazzisti di recarsi al porto di Catania, di fronte la capitaneria di porto dove sono trattenuti i migranti sbarcati oggi a Catania, tra cui molti bambini. E' necessario monitorare direttamente la situazione per impedire che avvengano i rimpatri e collaborare al fine di trovare le sistemazioni più dignitose per i migranti.

Aggiornamento sabato ore 15.00.
Il Comune di Catania ha comunicato alla stampa che si tratta del primo sbarco di migranti avvenuto in città. FALSO: si tratta del terzo negli ultimi tre anni.

Comunicato congiunto.
Nel giorno in cui Catania accoglie festosamente migliaia di turisti approdati con grandi navi da crociera, sulla spiaggia della Playa sono sbarcati circa cento migranti, tra cui molte donne e bambini, in fuga dalla miseria e dalle guerre e il Comune di Catania si appresta a dichiarare erroneamente alla stampa che si tratta del primo sbarco avvenuto in città, mentre si tratta del terzo negli ultimi tre anni. Sei di loro, anche un ragazzo di 15 anni, hanno trovato la morte prima di toccare la riva. Chiediamo che il Comune di Catania proclami una giornata di lutto cittadino e si faccia carico dei funerali delle sei vittime del mare e delle criminali politiche sull'immigrazione. Chiediamo alle autorità competenti di impegnarsi in un'accoglienza dignitosa per i migranti e che non si compia alcun rimpatrio. 

Esprimiamo infine piena solidarietà a tutti i migranti che mettono a rischio la loro vita tentando di raggiungere le nostre coste in cerca di un futuro dignitoso. Emigrare non può essere reato.Chiediamo, inoltre, che i minori siano allocati in strutture ad essi destinate e non in strutture di parcheggio, e che sia immediatamente aperta la tutela ed iniziato il precorso di integrazione.

Rete antirazzista catanese 
Catania Bene Comune 
Arci Catania 
Collettivo Politico Experia

*foto di Matteo Iannitti
 foto aggiornamento ore 15.00 di Massimo Malerba*

 

Sabato 10 Agosto 2013

Commenti

Oltre al lutto cittadino proporrei anche un sit-in nel luogo in cui la speranza ormai quasi realizzata della terra promessa si è trasformata nella fine di una vita. Stasera o domani.

Carissimi,nonostante tutto quel che scrivete sia da sottoscrivere, noto con dispiacere che il balletto politico prende talvolta il sopravvento. E' come se sia comunque più importante la paternità della lotta piuttosto che il significato politico che questa ha. Omettete, a questo punto volontariamente, che c'era la presenza di SEL catania, costante e attenta, che il coordinatore di SEL, Vittorio Bertone ha più volte contattato la Boldrini, insomma che ci sono state diverse anime in questa vicenda che si sono date da fare. Mi rendo conto di tante cose, la prima che salta agli occhi è questo voler determinare che Catania Bene comune e l'Arci e i firmatari, siano stati gli unici rappresentanti della politica catanese a darsi da fare, e non è così. Come ho scritto altrove, questo atteggiamento ha le gambe corte, non aiuta nessuno, non crea unione ma divisione, e soprattutto non aiuta i profughi. Io confermo il tuo impegno, Caro Matteo, ma qualche volta faresti bene a non farti prendewre dal gioco della politica e mostrare un po' di onestà intellettuale. Mi spiace molto ma nonostante la simpatia che nutro per te mi sembrava giusto che ti scrivessi queste righe. PS consideralo un contributo.

  personalmente in questi giorni prima al porto, poi fuori dalla scuola sotto il sole cocente, non ho visto semplicemente sigle o gruppi dirigenti ne tantomeno ceto politico. eravamo semplicemente tanti attivisti, che pur provenendo da gruppi organizzati , eravamo lì per dare solidarietà con le famiglie di immigrati e per denunciare che le leggi sull'immigrazione italiane (prima la turco-napolitano, poi la bossi-fini) e le direttive europee sono le dirette responsabili dei migliaia di morti durante le traversate per arrivare in europa. Anzi al contrario, gli unici a fare la passarella sono stati i parlamentari che vantando (o millantando) contatti diretti con il ministro kienge si sono impegnati affinchè i migranti non finiscano nel cara di Mineo. non sapevo che anche SEL si era prodigata in tal senso mobilitando la Boldrini. A tutti loro, vorrei dire che visto come è finita, dovrebbero valutare quanto valgono gli impegni delle istituzioni tanto buone ma poco (o nulla) importanti nel peso politico. In poche parole non contano un c...o. 

Caro Francesco, Matteo saprà risponderti benissimo da solo, non ne dubito. Ma da giornalista e cittadina che ha seguito la vicenda ci tengo a precisare una cosa: l'onestà intellettuale di Matteo Iannitti non può nè deve essere messa in dubbio. Tu parli della presenza di altre forze politiche, io personalmente al presidio davanti la Doria ho visto solo Catania Bene Comune, Arci e rete anti razzista. Se ci fosse stato l'impegno VERO di altre forze politiche la vicenda non si sarebbe conclusa così vergognosamente. Dal momento in cui i migranti sono arrivati a Catania, Matteo e Catania bene comune si sono spesi con la presenza costante, non con le parole e i proclami. Di quale gioco della politica parli, Francesco? Hai visto il servizio di Ctzen? Chi c'era fuori dalla scuola mentre i migranti venivano portati via a forza? Bertone c'era? Qualche assessore del comune? Il signor sindaco? Matteo c'era insieme ad altri compagni e si vede chiaramente che aveva persino pianto. Se fosse stato immischiato nel gioco della politica di cui tu parli, che appartiene ai vecchi tromboni seduti comodi sulle lore poltrone del potere, certamente non avrebbe avuto quell'espressione, nè quella rabbia, evidente e vera, sulla quale nè tu nè nessun altro può sindacare. Perdona la veemenza, ma da giovane catanese sono arcistufa di questi attacchi nei confronti di Iannitti e di Catania Bene Comune. Qualcuno sostiene non contino niente eppure mi pare facciano proprio paura. Perchè l'onesta, sì quella di cui parli tu, quella che Matteo possiede eccome, alla politica che ci governa, secondo me, fa tremare le gambe.

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