Ufficio Stampa. Bianco chieda scusa alla città e si ripristini la legalità.

Basta con le menzogne, basta con le improbabili giustificazioni, basta con le prese in giro. Sulla vicenda dell'Ufficio Stampa del Comune di Catania il Sindaco ha l'obbligo di fare chiarezza, chiedere scusa all'intera città e ripristinare immediatamente la legalità.

Inutili e vigliacchi sono stati nelle ultime ore i tentativi del Sindaco di scaricare su altri tanto le responsabilità politiche quanto la gestione della vicenda e le risposte mezzo stampa. Così come ignobile è stato il tentativo di trasformare un'importante e delicata vicenda che riguarda il funzionamento democratico e trasparente dell'Istituzione comunale in uno scontro tra politica e giornalisti: atto subdolo e fortunatamente già fallito. Come già chiarito infatti con Assostampa non vi è mai stata volontà di attaccare la professione giornalistica bensì la necessità, condivisa, di fare chiarezza sul funzionamento dei rapporti tra Comune di Catania e organi di stampa, in quanto è unanimemente condannato, oltre che illecito, l'utilizzo di personale privo di regolare contratto di lavoro col Comune di Catania per gli importanti e delicatissimi ruoli, normati dalla legge, di portavoce istituzionali dell'amministrazione e di ufficio stampa.

Nulla impedisce, per entrare nel merito, all'avvocato Enzo Bianco di avvalersi della collaborazione di chi vuole, nella sua vita privata e fuori dalla funzione di massimo rappresentante istituzionale del Comune di Catania. Il Sindaco della città è invece tenuto a rispettare la legge e ad avvalersi degli uffici preposti per la comunicazione: l'ufficio stampa del Comune formato oggi dagli impiegati comunali, pagati dalla cittadinanza, Sebastiano Molino, Francesca Pavano, Angela Impastato e Salvatore Di Guardo. Se il Sindaco avesse riscontrato la necessità di nominare un “portavoce del Sindaco” avrebbe dovuto modificare, assumendosene la responsabilità politica e amministrativa, il piano di rientro finanziario e ripristinare tale figura nelle modalità prescritte dalla legge.

È immensamente grave che due dipendenti privati dell'Avvocato Enzo Bianco svolgano funzioni all'interno del Municipio e curino la comunicazione tanto del Sindaco della città quanto, come affermato dall'Assessore D'Agata, degli Assessori. È grottesco che proprio il Sindaco che millanta il ripristino della legalità in città si ponga al di fuori delle regole creando un grave danno alle Istituzioni cittadine. La nomina di figure, anche a titolo gratuito, che svolgono attività per l'amministrazione pubblica è sempre normata dalla legge e impone dei parametri stringenti e dei vincoli a favore della legalità, dell'antimafia e della tutela delle Istituzioni. Inconcepibile il fatto che il Sindaco abbia reso possibile il fatto che persone esterne all'amministrazione comunale, senza alcuna nomina, senza alcun contratto e senza alcun vincolo con il Comune, nel pieno disprezzo delle norme, svolgessero mansioni che, per legge, vanno eseguite dagli uffici pubblici preposti, da personale qualificato, con responsabilità ben definite.

Il Comune di Catania non è la casa del Sindaco in cui egli può fare ciò che vuole. Il Comune di Catania è dei suoi cittadini, funziona nel rispetto di leggi e regolamenti discussi e approvati dai rappresentanti della cittadinanza, il Sindaco ne è solo il massimo rappresentante. Egli non è al di sopra delle regole, anzi dovrebbe esserne il massimo garante.

È doveroso oggi che il Sindaco, in prima persona, si assuma la responsabilità dello scandalo dell'Ufficio Stampa del Comune di Catania, chieda scusa alla città per ciò che da quasi due anni avviene nelle stanze del Municipio e ripristini immediatamente la legalità e il rispetto delle regole. I giornalisti Lazzaro Danzuso e Iozzia restino a disposizione della persona Enzo Bianco, come prevede il loro contratto (che nel rispetto della trasparenza dovuta dal Sindaco sarebbe opportuno rendere pubblico) ma non si occupino più della comunicazione dell'attività amministrativa del Sindaco e degli Assessori per cui esistono uffici preposti già pagati dai cittadini.

Sarà poi la magistratura e la Corte dei Conti, come già affermato, ad accertare eventuali responsabilità circa il fatto che “il portavoce personale di Enzo Bianco” come affermato dall'Assessore D'Agata, “personalmente stipendiato da Enzo Bianco” come affermato da Assostampa, abbia potuto accedere, con chiamata diretta, alla carica di addetto stampa di una società interamente partecipata dal Comune di Catania di cui Enzo Bianco è massimo rappresentante. Una scelta, se non illegale, quantomeno inopportuna e politicamente scandalosa.

Catania Bene Comune

Sabato 21 Febbraio 2015

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