Signor Sindaco, il tempo delle letterine è scaduto. Il dissesto non lo possono pagare i cittadini.

Signor Sindaco, è ormai troppo tardi per le letterine e le suppliche. Il Governo Lega – 5 Stelle ha avuto tutto il tempo per intervenire per garantire i diritti ai cittadini catanesi, gli stipendi ai lavoratori, i servizi alla città e alle persone più vulnerabili. È evidente che ha deciso di non farlo.

Le istanze recapitate al Presidente del Consiglio Conte, ai vicepresidenti, Salvini e Di Maio, già negli scorsi mesi, sono state puntualmente ignorate e a Catania non è stato garantito altro che un posto a sedere in riunioni nelle quali non è mai emersa l'emergenza sociale che la città sta vivendo. Perseverare con un dialogo con chi è sordo alle istanze che provengono dalla cittadinanza, da migliaia di lavoratori e migliaia di famiglie, è avvilente e umilia la dignità della città che lei, signor Sindaco, dovrebbe tutelare e difendere.

Bisogna prendere atto, definitivamente, che lo stesso partito che ha raccolto in città alle elezioni politiche il 50% dei voti, il Movimento 5 Stelle, ha deciso di abbandonare Catania. Bisogna prendere atto che l'altro partito di Governo, la Lega Nord, che nella sua Giunta esprime assurdamente un assessore, ha deciso di ignorare Catania. È evidente che le visite del sottosegretario leghista Candiani non erano funzionali a un dialogo istituzionale ma solo al radicamento del suo partito in Sicilia. Non è accettabile l'umiliazione che la città ha subito qualche giorno fa quando lei, in qualità di Sindaco, di fronte all'emergenza finanziaria e al dissesto di cui bisognava parlare, ha dovuto raggiungere il sottosegretario durante un'iniziativa elettorale della Lega Nord in un albergo: questa è la misura dell'attenzione del sottosegretario verso gli interessi della città e dei suoi cittadini.

Lei scrive, Signor Sindaco, che la compostezza delle parti sociali è frutto del loro encomiabile senso di responsabilità. La città sa bene che i silenzi e la prudenza di certe associazioni di categoria e di alcune, fortunatamente non tutte, organizzazioni sindacali è invece frutto della complicità che esse hanno avuto nel portare la città al dissesto, attraverso silenzi istituzionali, accaparramento di poltrone, logiche spartitorie e clientelari.

Altro che letterine! Catania non può più andare dai Governi col cappello in mano. Le cittadine e i cittadini catanesi hanno il diritto di avere garantiti gli stessi diritti che sono garantiti al resto dei cittadini italiani: servizi sociali, scuole sicure, strade pulite, trasporti efficienti.

Occorrono atti concreti. È il momento che lei decida se costruire la sua carriera politica o se rappresentare gli interessi della città, se lei vuole fare il Sindaco o se vuole traghettare con prudenza verso un partito di Governo.

Occorre il coraggio di cacciare dalla sua Giunta gli esponenti della Lega Nord che ha lasciato da sola Catania. Occorre il coraggio di esigere, anche attraverso proteste clamorose, che la questione della città di Catania entri nella discussione del Governo, come ha fatto il Sindaco di Napoli De Magistris. Occorre una mobilitazione della cittadinanza e dei suoi attori sociali credibili per esigere che vengano erogate le risorse o vengano approvati gli strumenti finanziari necessari ad assicurare immediatamente i servizi di cui i cittadini catanesi hanno diritto.

Matteo Iannitti, Catania Bene Comune – La Sinistra

Martedì 21 Maggio 2019

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