Mafia nella gestione delle spiagge comunali. Si revochi appalto e intervenga antimafia. Giunta Bianco compromessa.

Orazio Buda, persona a cui sono stati appena confiscati beni e società per 600mila euro, “gravemente indiziato dei reati di estorsione, trasferimento fraudolento di valori ed associazione a delinquere di stampo mafioso, in particolare di partecipare al pericoloso clan mafioso catanese “Cappello” e, nello specifico, al gruppo dei “Carateddi”, capeggiato dal noto boss Privitera Orazio, attualmente detenuto in regime di 41 bis”, gestisce per conto del Comune di Catania i parcheggi delle spiagge libere della città. Un giro d'affari di decine di migliaia di euro appaltato al bar Caffè Napoleon che ha scelto proprio Buda per gestire l'attività più remunerativa.

Questa la notizia contenuta nella coraggiosa inchiesta del quotidiano Meridionews e che riaccende drammaticamente i riflettori sul dominio mafioso dell'imprenditoria catanese e sulle infiltrazioni mafiose nella pubblica amministrazione. L'articolo Spiagge libere, il cugino del boss gestisce i parcheggi.  

È di una gravità inedita e sconcertante l'affidamento da parte del Comune di un servizio enormemente redditizio a una società che ha tra i suoi dipendenti personaggi, considerati dagli inquirenti di spicco, della criminalità organizzata catanese.

Dopo il tour inaugurale di spiagge libere e solarium, come raccontato da LiveSicilia, svolto dall'Assessore alla Legalità Rosario D'Agata in compagnia di Alfio Vecchio, coinvolto nell'operazione antimafia Prato Verde contro il Clan Cappello, anche lui dipendente della società Caffè Napoleon e scelto da tale società per accompagnare le autorità pubbliche nel sopralluogo e presentato al giornale La Sicilia come gestore dell'appalto; adesso è direttamente Buda, per stessa ammissione del titolare della Caffè Napoleon, a “guardare il personale e a tenere i parcheggi”.

I profili giudiziari e di legalità della vicenda li stabilirà la magistratura ma è indiscutibile l'inopportunità di tale situazione per un'amministrazione pubblica. Basti pensare che chi è accusato di estorsione ai lidi proprio tramite la gestione dei parcheggi, adesso gestisce i parcheggi del Comune di Catania.

Il Comune di Catania deve immediatamente revocare l'appalto alla società Caffè Napoleon e procedere alla gestione diretta delle spiagge e dei solarium attraverso il personale delle partecipate Sostare e Multiservizi, oltre che col personale comunale adatto a tale servizio.

Appare incredibile che il Sindaco Enzo Bianco abbia giustificato l'apertura in estremo ritardo delle spiagge e dei solarium comunali appellandosi alla ricerca della “massima legalità” che “viene prima di tutto”, e al 9 agosto la città trova a gestire le spiagge, per conto del Comune, “un elemento carismatico del sodalizio mafioso” secondo gli investigatori; persona che secondo alcuni collaboratori di giustizia “si occupa di scendere droga” con la sua azienda di trasporti ed è indicato come “trafficante di droga per i Cappello al tondicello della playa”.

La Giunta comunale alla luce di questi fatti, dopo la vicenda dell'inaugurazione delle attività della discoteca Empire confiscata poi alla mafia, dopo le intercettazioni tra Enzo Bianco e Mario Ciancio sulla variante urbanistica del PUA, dopo l'intervento della commissione regionale antimafia che ha sancito la presenza di consiglieri comunali e presidenti di Municipalità vicini ad ambienti mafiosi, appare gravemente compromessa. Non è più tollerabile derubricare a “incidenti di percorso” o casualità le pesanti linee di contatto emerse pubblicamente tra la macchina amministrativa comunale e la criminalità organizzata. Chi sottovaluta le infiltrazioni mafiose nel Comune di Catania per bieco opportunismo o fedeltà politica vuole il male della città. È indispensabile, come più volte chiesto dal Comitato “Catania libera dalle mafie” che ha organizzato la manifestazione del 30 gennaio scorso, da associazioni, soggetti politici e deputati della Repubblica, che si inviino a Catania gli ispettori ministeriali per determinare quanto grave è il condizionamento mafioso dell'attività amministrativa e per dichiarare l'eventuale scioglimento per infiltrazioni mafiose.

Il Ministero dell'Interno e la Prefettura non possono più coprire il nuovo “caso Catania”. È indecente che autorità pubbliche di garanzia siano più pronte ad assecondare il potere che a tutelare la collettività e le forze sane della città.

Siamo certe e certi che la Procura di Catania svolgerà fino in fondo il suo ruolo, libera da condizionamenti.

Catania deve liberarsi dalle infiltrazioni mafiose e di quegli amministratori che si sono resi responsabili di avallare i rapporti con la criminalità organizzata. La Giunta Bianco si è dimostrata inadeguata a gestire la città e troppo permeabile a infiltrazioni mafiose nell'attività amministrativa. Sarà la magistratura a verificare il coinvolgimento di Sindaco, Assessori, Consiglieri in tali vicende ma è oggi ancora più inopportuno per Sindaco e Consiglieri continuare ad amministrare. Si è rotto qualsiasi tipo di rapporto di fiducia e di garanzia.

Ribadendo la necessità di un'immediata revoca dell'appalto delle spiagge e ringraziando quei giornalisti coraggiosi che danno ossigeno alla democrazia cittadina, ci appelliamo alle istituzioni catanesi e alla commissione nazionale antimafia: non permettete più che a Catania le autorità di garanzia e controllo siano forti con i deboli e deboli con i forti.

Catania Bene Comune

 

Martedì 9 Agosto 2016

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