Comunali senza stipendio. Girlando si dimetta e si rispetti la democrazia.

I ritardi nei pagamenti dei dipendenti comunali, per la seconda volta in tre anni, il mancato pagamento dei dipendenti delle società partecipate, Amt e Multiservizi in testa, gli inaccettabili ritardi di mesi nei pagamenti alle cooperative sociali sono il quadro di un Comune in bancarotta e di un'amministrazione evidentemente incapace di gestire la cosa pubblica.

Catania è tornata ai tempi bui di Scapagnini e del peggiore consociativismo. L'odiosa propaganda non riesce più ad abbindolare nemmeno i collaboratori del Sindaco ed emerge una città sofferente e disperata.

La mancanza di liquidità nelle casse comunali di queste settimane, tralasciando la situazione finanziaria del Comune di Catania descritta nell'ultima relazione della Corte dei Conti, è dovuta al mancato trasferimento da parte del Ministero di alcuni milioni di euro. Necessario per sbloccare tali fondi l'approvazione del bilancio consuntivo 2015.

Il bilancio consuntivo si sarebbe dovuto approvare per legge entro il 30 aprile 2016. La Giunta ha approvato il documento contabile il 6 luglio scorso, salvo poi rendersi conto di aver commesso clamorosi errori nella redazione. Solo il 16 luglio il bilancio consuntivo è stato licenziato dalla Giunta Bianco. Da allora il documento contabile è passato dal collegio dei revisori dei conti e solo 4 giorni fa è arrivato in Consiglio Comunale per essere discusso dalle commissioni, in aula, emendato ed eventualmente votato.

Appare vergognosa in questo contesto l'intenzione del Sindaco Bianco e dell'Assessore Girlando di mistificare la realtà addossando al Consiglio Comunale la responsabilità del ritardo nell'approvazione. Indecente che chi doveva produrre il bilancio entro aprile 2016 per permettere al Consiglio la discussione nei giusti tempi, consegni il 31 luglio il bilancio al Consiglio pretendendone l'immediata approvazione a scatola chiusa, senza lasciare nemmeno il tempo di leggere le carte.

Ancor più assurdo l'atteggiamento di alcuni dirigenti dei sindacati confederali che invece di pretendere l'approvazione nei giusti tempi dei bilanci, invece di pretendere i puntuali pagamenti, invece di inchiodare l'amministrazione alle proprie responsabilità, in uno squallido quadro consociativo e clientelare, fanno finta di non vedere di chi sono le responsabilità politiche e scaricano tutto, anch'essi, sul Consiglio Comunale.

Tuttavia i Consiglieri Comunali di Catania sembrano accettare tale ricatto e tali umiliazioni. Coloro che sono stati votati ed eletti per controllare l'attività amministrativa della Giunta e proprio sui bilanci dovrebbero studiare e fare sentire la voce della città pare abbiano scelto il silenzio e di votare alla cieca il bilancio. Un atteggiamento che, se fosse confermato in aula, sarebbe indegno del ruolo che si ricopre e costituirebbe un vergognoso tradimento del mandato elettorale.

Oggi migliaia di famiglie catanesi soffrono l'assenza di liquidità dovuta ai ritardi nei pagamenti degli stipendi comunali. Conti correnti scoperti, impossibilità di pagare mutui e bollette, impossibilità di prelevare denaro. A queste lavoratrici e a questi lavoratori la nostra piena solidarietà.

Responsabili di questa situazione sono i tagli lineari compiuti ai danni degli enti locali, leggi di bilancio improntate sul rigore e l'austerità che stanno affamando intere popolazioni. Responsabile è questa amministrazione comunale, il Sindaco Enzo Bianco e l'Assessore al Bilancio, Giuseppe Girlando.

Il Consiglio comunale, anche alla luce della gravissima relazione della Corte dei Conti, ha il dovere istituzionale e l'obbligo davanti ai cittadini di studiare il bilancio consuntivo, svolgere il dibattito, emendarlo. 

Per il mancato pagamento degli stipendi e per la crisi che vive la città non si devono chiedere tempi celeri di approvazione al Consiglio (i Sindacati l'avrebbero dovuto fare mesi fa alla Giunta) ma bisogna esigere le dimissioni dell'Assessore al Bilancio per manifesta incapacità. Al fine di dar vita a una fase nuova di partecipazione collettiva e dal basso alle scelte economiche della nostra comunità, della città di Catania. Per mettere fine, una volta per tutte, ai ritardi nei pagamenti.

Le approvazioni dei bilanci all'ultimo secondo, con la logica del bere o affogare, generano disastri, delegittimano gli organi eletti e azzerano la democrazia. Strumentalizzare la sofferenza delle lavoratrici e dei lavoratori in attesa di stipendio per legittimare tale sistema di gestione è vergognoso e inaccettabile.

Catania Bene Comune

Mercoledì 3 Agosto 2016

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