Bilancio e debito. Balletti di numeri mentre Catania affonda.

Ieri, martedì 31 maggio 2016, una delegazione di Catania Bene Comune, composta da Pasqualino Cacciola e Matteo Iannitti, ha partecipato all'udienza della Sezione di Controllo della Corte dei Conti durante la quale sono state presentate dalla Corte le criticità finanziarie del Comune di Catania e sono intervenuti per le controdeduzioni l'Assessore al Bilancio, Avv. Girlando e la Segretaria Generale, Dott.ssa Liotta.

Sotto gli occhi di tutti che i magistrati contabili Maffeo e Di Pietro hanno elencato i problemi finanziari che coinvolgono l'ente e che l'Assessore Girlando e la Dott.ssa Liotta hanno solo preso atto dei problemi, incassando le critiche e non confutando nessuna delle valutazioni finanziarie della Corte dei Conti.

Come riporta la nota diffusa dall'Ufficio Stampa del Comune di Catania l'Assessore Girlando e la Dott.ssa Liotta hanno sì “risposto a tutte le obiezioni” ma per confermarle. Nessun elemento di criticità finanziaria è stato smentito.

Inoltre la Corte dei Conti ha smentito categoricamente le possibilità del Comune di Catania di disattendere gli oneri imposti dal Piano di Riequilibrio e di redigere un nuovo piano trentennale. Tale piano infatti è previsto solo per recuperare il disavanzo determinato dal riaccertamento dei residui.

Su tale argomento la Corte dei Conti si è già pronunciata ufficialmente attraverso un parere inviato al Comune di Giarre.

Non ci interessa più prendere parte al triste balletto di cifre che sta andando avanti da settimane e abbiamo partecipato all'udienza presso la Corte dei Conti proprio per avere certezza circa la situazione finanziaria dell'ente.

Mentre la Giunta Bianco presenta i “suoi” numeri e la passata amministrazione li smentisce, mentre consiglieri comunali forniscono ufficiali documenti contabili e l'Amministrazione presenta slide delle quali fidarsi ciecamente, la città affonda.

L'Amministrazione Bianco, in questo contesto, non si pone neanche lontanamente l'obiettivo di fare uscire la città dalla grave situazione finanziaria nella quale versa, ma ha due soli scopi: addossare ad altri le responsabilità del dissesto; fare in modo che esso venga dichiarato il più tardi possibile, dopo che Bianco avrà ottenuto altri incarichi.

Nel frattempo nel palazzo nessuno sembra rendersi conto che inseguire il rigore finanziario e il rispetto dei vincoli di bilancio sta danneggiando pesantemente l'intera città: tasse ai massimali, servizi scadenti e con tariffe aumentate, manutenzione inesistente, stipendi bloccati, trasporti pubblici al collasso, impossibilità di fare investimenti. Sacrifici su sacrifici che tra l'altro non saranno mai sufficienti a risollevare la situazione finanziaria del Comune e che quindi si stanno dimostrando drammaticamente inutili.

Da più parti giungono inviti alla responsabilità e al lavoro di squadra per la città di Catania. Lo ha fatto il Sindaco Bianco, lo ha fatto Antonello Piraneo con un editoriale su La Sicilia domenica scorsa.

Siamo convinti che l'unico modo per fare uscire Catania dal cappio della crisi finanziaria sia invertire le politiche di austerità, di tagli, di smantellamento dei servizi pubblici locali verso un investimento pubblico negli enti locali, la creazione di un welfare municipale all'altezza degli urgenti bisogni delle fasce più deboli, la gestione partecipata dei servizi e dei beni comuni.

Chi dice che è possibile coniugare tagli e crescita, tagli e miglioramento della qualità della vita in città, dice una menzogna e fa il male della città di Catania.

Siamo convinti che il disastro finanziario verso cui camminano senza freni gli enti locali, massacrati dai governi centrale e regionale, vincolati dai patti di stabilità e da norme di austerità insopportabili, sia l'elemento politico su cui convergere e costruire l'unità d'intenti da più parti cercata.

Siamo disponibili da oggi, su questi presupposti, a collaborare con chiunque voglia sottrarre Catania alle maglie dei tagli, della svendita del patrimonio, dei licenziamenti, delle privatizzazioni.

Se lavorare insieme per la città significa invece accettare che i cittadini devono pagare sempre più tasse per avere sempre meno servizi e servizi sempre più scadenti, allora sappiano al Palazzo che saremo dall'altra parte della barricata e utilizzeremo ogni mezzo per fermarli.

Responsabilità oggi significa avere il coraggio di dire la verità sui conti, partendo dai documenti della Corte dei Conti e difendere la comunità catanese dalle politiche di austerità che portano solo povertà, crisi sociale e paradossalmente aumentano anche il debito pubblico.

Irresponsabile è oggi chi suona ancora mentre la nave affonda. Mentendo alla città, impedendo alla città di salvarsi. Solo per poter dire, il più tardi possibile, che non c'era altra alternativa.

Catania è una nave dalla quale non possiamo scendere ma alla quale possiamo fare cambiare rotta.
 

Catania Bene Comune

Mercoledì 1 Giugno 2016

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