Asili nido. La Giunta cambi la riforma. Le proposte concrete per tenere aperti gli asili.

Le accuse rivolte dall'Assessore Trojano al Comitato spontaneo genitori e a Catania Bene Comune in merito alle valutazioni sulla proposta di riforma degli asili nido dimostrano per l'ennesima volta l'incapacità dell'amministrazione comunale di ammettere i propri errori. Ci stupisce la volontà della Giunta Bianco di gettare il dibattito su un diritto fondamentale quale quello agli asili nido pubblici nel solito scontro tra bande ma ancor di più ci indigna il fatto che degli amministratori che dovrebbero rappresentare l'intera città fuggano dalle loro responsabilità proprio mentre centinaia di famiglie aspettano certezze sul futuro del servizio degli asili nido che, a quanto trapela dall'amministrazione, chiuderà il 30 novembre senza nessuna certezza sulla data di riapertura.

Il Comitato spontaneo genitori e Catania Bene Comune hanno rivolto, attraverso un appello pubblico che può essere firmato cliccando qui, delle richieste specifiche all'amministrazione che, qualora fossero accolte, permetterebbero il reale salvataggio degli asili nido.

Contro la proposta dell'amministrazione di mantenere una sola fascia di contribuzione mensile di 140 euro per la mattina e di 260 euro per l'intera giornata, è stato chiesto di introdurre un sistema di fasciazione che permetta il pagamento delle rette mensili sulla base del proprio reddito, prevedendo una fascia di semi-esenzione per le famiglie a basso reddito. La proposta dell'amministrazione infatti produce delle storture clamorose che è urgente cambiare: chi pagava 228 euro per la mattina infatti vedrà ridurre la retta a 140 euro mentre chi era esente o pagava solo qualche decina di euro vedrà aumentarla fino a 140. Altro che progressività! Con la proposta della Giunta chi ha un reddito alto vedrà ridurre la retta mensile del 40% mentre chi ha difficoltà economiche vedrà aumentarla del 700%.

Contro la proposta dell'amministrazione di esternalizzare a cooperative private il servizio pomeridiano a fronte della ricollocazione in diversi uffici di 35 lavoratrici con esperienza ventennale e vincitrici di concorso attualmente impiegate negli asili, il Comitato spontaneo genitori e Catania Bene Comune hanno chiesto di mantenere il livello qualitativo esistente affidando esclusivamente alle educatrici specializzate la cura dei bambini e mantenendo le cooperative solo per le mansioni che hanno attualmente. La predilezione dell'amministrazione verso cooperative che assumono personale con contratti precari, spesso sottopagati, è incomprensibile vista la presenza nella pianta organica del Comune di personale specializzato. Inoltre tale scelta dequalificherebbe il servizio degli asili prevedendo un'interruzione della continuità tra mattina e pomeriggio e porterebbe tanti genitori a prediligere il privato in quanto con l'esternalizzazione del servizio non vi sarebbe più alcuna distinzione qualitativa.

Facciamo appello all'amministrazione comunale perché recepisca queste proposte di modifica alla riforma. Si tratta di proposte concrete, ampiamente fattibili, che permetterebbero il rispetto di principi di equità e garantirebbero l'apertura degli asili. Se malauguratamente la Giunta approvasse la riforma così come presentata alla stampa l'effetto sarebbe la chiusura progressiva di tutti gli asili: le famiglie meno abbienti non potranno più permettersi l'iscrizione e chi può permettersi rette così alte, di fronte alla dequalificazione del servizio, opterebbe per il privato così come sta già succedendo a fronte dell'incertezza sulla sorte degli asili.

La vicenda degli asili è l'emblema della demolizione di diritti e servizi prevista dal Piano di Rientro finanziario proposto dalla Giunta Stancanelli e recepito dalla Giunta Bianco. Mentre si innalzano a livelli insopportabili le tasse comunali si cancellano servizi essenziali. Catania Bene Comune si opporrà in ogni sede e con ogni strumento alla chiusura degli asili nido e all'assurda e paradossale esclusione dei ceti meno abbienti dai servizi sociali.

Catania Bene Comune

Martedì 12 Novembre 2013

Commenti

Il Movimento 5 Stelle, con sede in piazza della Guardia, contesta la riforma del sistema degli asili nido presentata dalla Giunta del Comune di Catania.Questa “riforma” viola i più elementari e fondanti principi costituzionali, non salva gli asili nido, che chiuderanno senza che sia stata indicata una data di riapertura, e abbandona a se stesse centinaia di famiglie.La scelta della Giunta di eliminare la contribuzione progressiva per fasce di reddito, sostituendola con un'unica retta di 140 euro per mezza giornata e di 260 euro per il tempo pieno, è gravissima. Grave è anche la decisione di sostituire, nell'orario pomeridiano, le educatrici comunali specializzate, con ventennale esperienza e vincitrici di concorso, con personale non specializzato, assunto da cooperative private con contratti precari.Abbracciando la battaglia già iniziata dal Comitato spontaneo genitori e da Catania Bene Comune, il MoVimento auspica che la Giunta Bianco “si attivi nella ricerca di fondi regionali, statali, europei per poter rifinanziare gli asili nido senza estromettere dal servizio i ceti meno abbienti e i lavoratori qualificati”.MoVimento 5 Stelle, meetup di piazza della Guardia

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