Unit* per cambiare Catania, per il lavoro, la giustizia sociale, i beni comuni, contro la mafia.

Nel corso di due assemblee pubbliche abbiamo deciso di condividere un appello con le nostre proposte per cambiare Catania e per costruire una lista e una candidatura a Sindaca/o per le prossime elezioni amministrative. Qui di seguito il testo dell'appello. La prossima assemblea si terrà lunedì 16 aprile alle ore 19,30 presso l'Ostello degli Elefanti in via Etnea 28. Un'assemblea aperta per decidere insieme come andare avanti.

Per aderire all'appello inviare un'emal a cataniabenecomune@gmail.com

 

Uniti per cambiare Catania, per il lavoro, la giustizia sociale, i beni comuni, contro la mafia.

Siamo donne e uomini che viviamo, studiamo, lavoriamo nella città di Catania. Siamo impegnate e impegnati nelle associazioni, nei movimenti, nei sindacati, nei partiti, negli spazi sociali per trasformare la realtà e rendere la nostra città più giusta, più solidale, più libera.

A Catania il sessanta per cento dei giovani è senza lavoro. In nero, senza alcuna tutela, lavorano migliaia di donne e uomini con paghe dai 2 ai 3 euro l'ora, costrette e costretti a svolgere più lavori per racimolare ciò che è necessario a vivere. Centinaia di famiglie sono senza casa, i servizi sociali sono insufficienti, migliaia di persone vivono nella povertà assoluta, l'emigrazione è la cifra di intere generazioni, oltre il 6% della popolazione catanese vive ormai stabilmente all'estero.

Le grandi famiglie imprenditoriali della città, tutte coinvolte in scandali giudiziari, nel frattempo si sono arricchite e con la complicità e l'asservimento della politica hanno fatto affari, depredato risorse pubbliche e portato a compimento devastanti operazioni di speculazione edilizia e finanziaria: Pua, Corso dei Martiri, centri commerciali, parcheggio Europa, centro direzionale di Cibali solo per citarne alcuni.

In questo contesto i tagli agli enti locali imposti dal Governo nazionale e dal governo regionale, in ossequio all'austerità ordinata dall'Unione Europea, hanno impoverito il Comune, bloccato le assunzioni, cancellato servizi essenziali, incentivato le privatizzazioni, causato l'aumento delle tariffe. I tagli hanno colpito le fasce più vulnerabili della popolazione e creato occasioni di profitto per pochi privati che hanno approfittato e speculato sull'assenza di investimenti pubblici.

Le amministrazioni della città degli ultimi decenni, di centrodestra e di centrosinistra, connotate da un continuo trasformismo politico, hanno insieme portato Catania alla situazione che oggi viviamo. Partito democratico e centrodestra sono stati, in alternanza, complici e alleati nell'abbandono della popolazione più vulnerabile e nell'asservimento ai potentati economici.

L'alternativa.

In tante e tanti ci siamo opposte e opposti a tutto questo attraverso movimenti, associazioni, partiti, spazi sociali, collettivi, organi d'informazione libera. Abbiamo provato, con tenacia e umiltà, a costruire un'alternativa attraverso le mobilitazioni per gli spazi sociali, a difesa dei servizi sociali, contro la violenza maschile sulle donne, contro la devastazione del territorio, per i diritti civili, per i diritti e la dignità delle donne e degli uomini migranti. Abbiamo costruito buone pratiche di antimafia sociale per sconfiggere il potere e il dominio dei clan mafiosi che continuano a dominare la città. Abbiamo condiviso con associazioni, movimenti e soggetti politici di tante altre città italiane le battaglie per i diritti e i beni comuni, contro i tagli agli enti locali e la speculazione sul debito pubblico.

Vogliamo cambiare Catania.

Vogliamo che la gestione dei servizi pubblici sia controllata direttamente dalle cittadine e dai cittadini, vogliamo fermare le privatizzazioni e vogliamo che la raccolta dei rifiuti non sia più gestita da privati, spesso legati alle ecomafie, ma torni pubblica.

Vogliamo che nessuno resti indietro attraverso l'incremento dei servizi sociali. Le case sfitte vanno tassate in modo da liberare risorse per finanziare nuove politiche abitative. Gli immobili confiscati alla mafia adatti vanno destinati all'emergenza abitativa.

Vogliamo che i diritti delle persone contino di più dei vincoli di bilancio. Vogliamo che si faccia chiarezza sul debito pubblico, attraverso un audit popolare del debito, che consenta di non pagare i debiti prodotti per finanziare la speculazione. Catania si deve mettere in rete con le tantissime città d'Italia che si ribellano ai tagli e all'austerità, per consegnare maggiori risorse agli enti locali e così assicurare i servizi essenziali.

Vogliamo difendere il nostro territorio, nostro patrimonio più grande. Vogliamo fermare le operazioni di speculazione edilizia e finanziaria che coinvolgono le zone incontaminate della nostra città. No al Pua, alla variante di Cibali, alla cementificazione selvaggia di Corso dei Martiri. No a nuovi centri commerciali. Vogliamo valorizzare il nostro mare proteggendolo da privatizzazioni e inquinamento, liberando la Playa e rendendo fruibile il lungomare, tutelando le riserve naturali e i parchi urbani. Vogliamo una città con meno auto e con una rete di trasporti pubblici dignitosa, in cui i parcheggi scambiatori, che sono costati tanto a volte troppo, siano realmente utilizzati

Vogliamo una città aperta, inclusiva, contro la violenza e la guerra. Vogliamo che il Comune si impegni a contrastare la violenza maschile contro le donne, attraverso il finanziamento dei centri antiviolenza e l'affidamento di spazi per le attività dei centri e come case rifugio. Vogliamo che il Comune incentivi percorsi di educazione all'affettività nelle scuole dell'infanzia e primarie. Vogliamo una città antirazzista e accogliente per le donne egli uomini migranti, anche solo in transito. Servono servizi comunali di prima accoglienza, a partire da dormitori e servizi igienici. Vogliamo sperimentare forme di accoglienza diffusa che superino il sistema affarista dei CARA dimostrato fallimentare e devastante per la vita di migliaia di persone. Vogliamo che Catania sia città di pace impedendo l'approdo di navi di guerra nel porto e avviando il processo di trasformazione dell'aeroporto di Sigonella a uso civile. Vogliamo una città che si batta per estendere i diritti civili, che faciliti la vita delle persone transessuali, che si batta contro l'omotransfobia.

Vogliamo che le nostre proposte e le nostre battaglie siano anche al centro della prossima campagna elettorale. Ci impegniamo a dar vita a una lista per il consiglio comunale che rappresenti le migliori esperienze di opposizione, attivismo sociale e politico della città, con una candidatura a Sindaca/o di rottura, di cambiamento e di sinistra, alternativa alle candidatura e agli schieramenti in campo. Vogliamo costruire una lista della sinistra che ambisca a dare a Catania un governo partecipato e democratico di alternativa ai comitati d'affare che fino a oggi hanno comandato.

Vogliamo mettere insieme le battaglie sociali e politiche, a partire dalle pratiche plurali e condivise. Un'unità né retorica né pattizia, ma frutto delle relazioni di ascolto e di reciproco riconoscimento tra cittadine e cittadini, realtà organizzate nell'associazionismo, nei movimenti, nei soggetti che difendono la democrazia costituzionale e si oppongono alle politiche liberiste.

 

 

Sabato 14 Aprile 2018

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