Appello ai Consiglieri comunali. Catania non si vende, no al Piano di Rientro. Aderisci anche tu.

Lunedì 19 settembre a Palestra Lupo si è tenuta un'assemblea per discutere del Piano di Rientro e della svendita del patrimonio immobiliare.
Vi chiediamo, come associazioni, gruppi e singoli di aderire all'appello ai consiglieri comunali nato da quell'incontro. 
Aderite inviando un'email a catanianonsivende@gmail.com

Ai Consiglieri Comunali di Catania

Tra pochi giorni, entro il 30 settembre 2016, il Consiglio Comunale di Catania sarà chiamato ad esprimersi sulla proposta di Piano di Rientro finanziario redatta dalla Giunta Bianco. Tale documento finanziario segnerà la vita della città e vincolerà ogni atto amministrativo fino al 2023, ben oltre il mandato dell'attuale amministrazione.

Nonostante la rilevanza dell'atto, il Piano di Rientro non è stato discusso con la città, con i soggetti sociali, con le categorie produttive. Il Collegio di Difesa non ha ancora fornito alcun parere sulla correttezza della delibera e il Collegio dei Revisori ha espresso un parere favorevole ma vincolato all'adozione preventiva di “misure correttive e di salvaguardia” che possano “porre in equilibrio il piano”. Misure che oggi mancano e che l'Amministrazione non ha ancora nemmeno ipotizzato.

Il Piano prevede la vendita di beni di proprietà comunale per 47 milioni di euro, la vendita della rete del gas, tagli alla spesa per centinaia di milioni di euro.

Tra i beni in vendita anche luoghi di interesse storico, monumenti, scuole, luoghi di aggregazione, uffici nelle municipalità, spazi assegnati ad associazioni, avamposti di socialità nei quartieri popolari. Beni valutati anche 7 volte meno dell'effettivo valore al fine di favorire speculazione e malaffare.

Tra i creditori da pagare con tali risorse, molti privati che hanno negli ultimi anni speculato sul debito del Comune e si preparano ad avere versamenti milionari. Basti pensare agli svariati milioni di euro da consegnare per gli espropri del parcheggio dei Due Obelischi. Nel frattempo grandissima parte dei piccoli creditori, spesso utilizzati come scudo per giustificare tagli e sacrifici, sono stati già rimborsati dai fondi statali arrivati in città negli scorsi anni (Dl 35).

La crisi finanziaria del Comune di Catania, così come rappresentata dalla Corte dei Conti e dai documenti contabili, è irreversibile. I tagli ai finanziamenti agli enti locali e i vincoli di bilancio stanno schiacciando i Comuni portandoli inesorabilmente al fallimento. In questo contesto il Piano di Rientro proposto dalla Giunta, fondato su dati già smentiti dagli organi di controllo e basato su previsioni irrealistiche, appare solo come un tentativo di rinviare a dopo le imminenti elezioni la dichiarazione di dissesto.

Non è tramite stratagemmi contabili, bilanci falsati, entrate sovrastimate e piani di rientro improvvisati e mendaci che si risolleveranno le sorti della città di Catania. Anzi, proprio il continuo tentativo di sfuggire dalla realtà, sta aggravando la situazione debitoria del Comune, sta moltiplicando il numero di debiti fuori bilancio, rendendo sempre più complicata e difficile l'uscita dalla crisi.

Gli attuali vincoli di bilancio, l'austerità imposta dai Governi nazionali, il blocco delle assunzioni e l'aumento delle tasse sono incompatibili con la sopravvivenza dei Comuni e delle persone che li abitano.

Non serve oggi tentare di evitare la dichiarazione di dissesto, i cui effetti sono meno gravi dell'applicazione del piano di rientro proposto dalla Giunta, ma c'è bisogno di esigere finanziamenti agli enti locali che permettano di garantire i servizi essenziali e di progettare di nuovo il futuro.

L'eventuale approvazione del Piano di Rientro proposto dalla Giunta, visti gli artifici contabili su cui si regge, vista la svendita a prezzi irrisori del patrimonio immobiliare della città, rischia di essere una delle pagine più buie per la città di Catania e certamente avrà conseguenze giudiziarie per chi si assumerà la responsabilità di votarlo, come dimostrano l'affare “Catania Risorse”, i processi che hanno coinvolto i precedenti amministratori della città e i procedimenti avviati in molte altre città d'Italia.

Per tali ragioni chiediamo ai Consiglieri Comunali di Catania, rappresentanti diretti della cittadinanza, di votare contro il Piano di Rientro proposto dalla Giunta Bianco.

Catania, 26 settembre 2016

“Catania non si vende” coordinamento nato nell'assemblea pubblica di lunedì 19 settembre a Palestra Lupo

per adesioni collettive e individuali inviare un'email a catanianonsivende@gmail.com

Lunedì 26 Settembre 2016

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