Introduzione di politiche di genere e LGBT
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Scritto da Tavolo tematico politiche di genere e LGBT

contrasto, eliminazione e prevenzione di ogni forma di trascuratezza, maltrattamento ed abuso nei confronti di donne e minori vittime di violenza domestica

 

applicazione del bilancio di genere, ossia attuazione del “gender mainstreaming”, per una valutazione delle politiche pubbliche rispetto alle donne e agli uomini al fine di analizzare e contribuire a ridurre le disuguaglianze di genere attraverso un esercizio di trasparenza, democrazia e rendicontazione della gestione e distribuzione delle risorse pubbliche, a vantaggio dell’intera collettività;

 

• promozione, sostegno ed implementazione delle azioni e delle attività di contrasto al fenomeno della violenza domestica, da parte dei Centri Antiviolenza dislocati sul territorio locale mediante finanziamenti continuativi o convenzioni, predisposti ad hoc dal Comune, in conformità con la legislazione vigente a livello europeo, nazionale e regionale;

 

• inserimento da parte del Comune, delle attività dei Centri Antiviolenza nella programmazione e pianificazione dei servizi territoriali
(L. 328/00, progettazione nazionale e europea, legge regionale n.3 del 03/01/2012 “Norme per il contrasto e la prevenzione della violenza di genere”);

 

• attivazione di una casa rifugio ad indirizzo segreto (vedi Legge Regionale n.10/2003) quale luogo di ripensamento e progettazione per le donne che necessitano di allontanarsi dalla loro abitazione per ridefinire il loro percorso di vita e quello dei loro figli, potenziando ed integrando il lavoro svolto nel Centro Antiviolenza, anche tramite l’assegnazione e la concessione, a titolo gratuito, di immobili di proprietà del Comune e di beni confiscati ad associazioni criminali di stampo mafioso;

 

• attivazione di servizi di assistenza domiciliare, in riferimento all’educativa e al sostegno alla genitorialità, sempre all’interno di un progetto condiviso con il centro antiviolenza e i servizi del territorio attivati, e promozione di un percorso di reinserimento socio-lavorativo attraverso un intervento diretto e sinergico tra Comune, Centri di orientamento al lavoro e Centri per l’impiego;

 

• promozione di attività di sensibilizzazione, informazione e conoscenza del fenomeno della violenza di genere attraverso l’organizzazione di convegni, seminari, conferenze, attività di formazione, rivolti agli/le operatori/trici dei servizi socio-sanitari, delle forze dell’ordine, alle scuole ed all’intera comunità volti alla prevenzione del fenomeno della violenza di genere;

 

• istituzione di un Osservatorio a tutela e garanzia della corretta applicazione della legge sulla interruzione volontaria di gravidanza
(Legge n 194/1978); 

 

• istituzione di uno Sportello Accoglienza col compito di registrare i casi di violenza e discriminazione legate a genere, identità di genere e orientamento sessuale, offrendo una prima accoglienza e indirizzando i/le utenti verso le associazioni competenti (Centri Antiviolenza, Associazioni LGBT); 

 

• istituzione di un Registro delle unioni civili (unioni civili) tra coppie o gruppi di persone che decidano di stare insieme per sostegno reciproco, affettivo, economico e solidale atto a recepire  esigenze e criticità emergenti dalla continua evoluzione del concetto di famiglia, non più semplicemente ricondotto a quello di coppia tanto eterosessuale che omosessuale; 

 

• istituzione da parte del Comune di case di accoglienza per persone LGBT di qualunque età e condizione sociale mediante l’utilizzo e la ridestinazione di immobili confiscati alla mafia;

 

• istituzione di un Osservatorio Permanente, fondato su un lavoro sinergico e costante tra il Comune, i servizi territoriali, gli organi di giustizia e polizia e le diverse realtà associative private deputate al contrasto di ogni forma di discriminazione e di violenza correlata al genere, all’identità di genere e all’orientamento sessuale, atto a garantire l’emersione del fenomeno e la rilevazione costante del suo andamento e a ridefinire, sulla base delle criticità individuate, una continua rimodulazione, in itinere, degli interventi e delle buone prassi; 

 

• istituzione di programmi di riabilitazione rivolti a uomini maltrattanti, finalizzati a far acquisire, tanto attraverso percorsi individuali che di gruppo, consapevolezza ed assunzione di responsabilità in merito alle pratiche violente perpetrate entro le proprie relazioni affettive ai danni della partner, vittima di violenza domestica e dei/lle propri/e figli/e;

 

• attuazione di progetti d’intervento intesi a promuovere tra gli uomini percorsi di autocoscienza e di educazione alla libera espressione dell’affettività, allo scopo di:

1. sostenere ed incentivare una cultura delle pari opportunità tra uomini e donne, fondata su valori, atteggiamenti e comportamenti orientati all’esercizio del rispetto e della reciprocità nelle proprie relazioni affettive;

2. contrastare e prevenire ogni forma di violenza;

3. superare gli stereotipi relativi alla rigida ripartizione di ruoli, tradizionalmente intesi come maschili e femminili;

4. superare i modelli maschilisti origine di ogni forma di violenza di genere e discriminazione sessista;

 

 

• insegnamento, in ogni scuola di ogni ordine e grado, di una cultura orientata all’educazione affettiva, al riconoscimento ed alla valorizzazione delle diversità come elemento imprescindibile per un percorso di crescita, fondato sulla interculturalità, sul valore di ciò che è altro e garante di un pensiero critico e molteplice;

 

 

promozione e sviluppo, in ambito pubblico-istituzionale, di un linguaggio di genere, veicolo della costruzione sociale dell’identità, orientato a superare logiche discriminatorie e di subordinazione di un genere sull’altro; 

 

 rifiuto di ogni forma di cultura offensiva, mortificante e lesiva dei diritti di cittadinanza di ogni individuo a causa del genere, dell’identità di genere e dell’orientamento sessuale finalizzato al riconoscimento di percorsi di autodeterminazione e libertà;

 

 rifiuto di una comunicazione mediatica svilente e mortificante volta all’ipersessualizzazione ed alla mercificazione del corpo femminile ed allo svilimento del ruolo della donna nella società;

 

 rifiuto di ogni forma discriminatoria di genere in relazione alla possibilità di accesso ed all’occupazione di incarichi e mansioni tradizionalmente deputati al genere maschile e contrasto al mobbing per motivi di genere;

rifiuto di ogni forma di discriminazione nell’accesso al lavoro e contrasto alle forme di mobbing per motivi legati all’identità di genere e all’orientamento sessuale.

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