Catania Bene Comune. #occupysinistra per Matteo Iannitti Sindaco. Sottoscrivi l'appello.

Abbiamo imparato in anni di lotte, conflitti, occupazioni che per cambiare le cose bisogna stare in prima linea, senza delegare. Nei quartieri come nelle Università, contro le privatizzazioni dei beni pubblici e per la tutela dei beni comuni, per combatterle mafie, per fermare la speculazione edilizia e finanziaria. Come nemico abbiamo avuto il sistema economico neoliberista, lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo, della produzione industriale sull'ambiente, i politicanti corrotti che pensano di poter comprare la dignità delle persone con un pacco di pasta o un buono benzina.

La disfatta elettorale della sinistra assomiglia alla sconfitta della nostra città. Catania si è rassegnata alle clientele, ai poteri forti, alle mafie silenti, a un debito enorme, a un ceto politico corrotto e ignorante. La sinistra logorata sembra contorcersi dentro gli insuccessi senza alcuna capacità di mettersi in gioco, di innovarsi, di agire un nuovo assalto al cielo.

Non abbiamo paura di accettare la sfida di cambiare la nostra città attraverso chi sta già costruendo una sinistra nuova che, dal basso, sappia riorganizzarsi ed edificare un'alternativa a questo sistema economico partendo dalla ripubblicizzazione dei beni comuni e dei servizi, dal rifiuto del debito, dai diritti civili, dalle battaglie nei quartieri popolari, dalla tutela del territorio, dalla denuncia di ciò che rappresentano la borghesia mafiosa e il malaffare nella nostra città.

Noi crediamo in una Catania diversa perché siamo la Catania diversa. Diversa da chi l'ha saccheggiata lasciando più di un miliardo di euro di debiti, diversa da chi compra la dignità delle persone attraverso le clientele,diversa da chi ci inganna facendoci credere che la bellezza e il progresso si costruiscano col cemento. A Catania esiste ancora chi si batte perché ritiene possibile uscire dalla crisi togliendo ai ricchi per dare ai poveri, togliendo agli speculatori ed ai corrotti per dare a chi è vittima di quelles peculazioni, a chi è vittima di quel sistema di clientele, corruzione e mafia.Noi non ci siamo mai rassegnati: un'altra Catania fatta di persone di ogni età e di libere associazioni, partiti, movimenti, collettivi ha continuato ad agire in favore di chi si trova in difficoltà, ad avanzare progetti nuovi, a sperimentare alternative concrete e a sognare un futuro diverso e migliore.Siamo in tanti a farne parte e a non rassegnarci.

Bianco e Stancanelli rappresentano lo stesso sistema di potere. Sia il centro-destra che il centro-sinistra hanno deciso di percorrere la via delle privatizzazioni, della svendita dei beni comuni, delle regalie ai poteri forti. Hanno deciso di non mettere mai in discussione le vere cause di questa crisi e le politiche di austerità imposte dall’Europa, perché succubi del primato del mercato sulla politica, dell'economia sull’etica. Hanno deciso di non curarsi di quella città composta dalle fasce sociali più colpite dalla crisi, dove la povertà ha raggiunto livelli drammatici e le bambine e i bambini non vanno più a scuola,dove spaccio, contrabbando, abusivismo, lavori saltuari e in nero sono diventati i pilastri dell'economia.

L'alternativa è la sinistra che si è incontrata nelle lotte. Difronte allo sfascio della città c'è chi crede che l'unica soluzione sia rassegnarsi a non considerarsi né di destra né di sinistra e tentare di tutelare gli interessi di tutte/i. Noi pensiamo che non sia possibile fare l'interesse di tutte/i: per fare l'interesse degli sfruttati occorre attaccare gli sfruttatori! Questa è la differenza fra destra e sinistra.

Noi siamo di sinistra perché vogliamo invertire le politiche dei ricchi contro i poveri, dei potenti che sfruttano e dominano. Perché vogliamo contare e costruire un governo trasparente e partecipativo. Perché pensiamo chela crescita del debito del Comune di Catania, dovuta a malgoverno e interessi affaristici, non la dobbiamo pagare noi con la nostra vita ma chi ha alimentato speculazione e corruzione. Siamo di sinistra perché abbiamo combattuto in questa città senza delegare a chi si autoproclamava curatore degli interessi dei movimenti, dei collettivi, dei partiti.

Noi ci battiamo e ci siamo sempre battuti per la difesa della giustizia sociale, per i beni comuni partendo dall’applicazione dei risultati del referendum sull’acqua pubblica e estendendola alla scuole, alle università. Lottiamo contro il consumo del territorio e contro gli intrecci distorti fra macchina comunale e aziende partecipate. Questa è la realtà del nostro agire, da sempre libera da interessi personali, da sempre autofinanziata, da sempre con enormi difficoltà, ma sempre presente.

È questa la pratica quotidiana che vogliamo portare all’interno della campagna elettorale e del Consiglio Comunale. Per questo, mettendo assieme le nostre esperienze per cambiare questa città, le nostre idee, proposte e relazioni, vogliamo costruire una vera novità: una lista costruita assieme dal basso, pezzo per pezzo, espressione di un’intelligenza collettiva e non di logiche personalistiche, costruendo un percorso che si apre alla città e a quanti in questi anni, a sinistra, hanno cercato di costruire giorno dopo giorno un’alternativa al sistema che governa Catania. Uno strumento che dia voce e rappresentanza a chi troppe volte non è stato ascoltato da un’amministrazione comunale sorda e sempre più chiusa in se stessa. Una lista che esprima finalmente una Catania diversa: solidale, giusta,accogliente, democratica, aperta, plurale, laica, che combatte la crisi e non teme il futuro, ma guarda avanti.

Scegliamo un candidato sindaco che rappresenti tutto questo, che da sempre ha “fatto politica” in questa città, che con noi si è battuto fuori dal consiglio comunale, nell’università,nei cortei, nelle piazze, nei luoghi degli sfruttati, che con noi si è battuto contro i poteri economici, mafiosi e affaristici di questa città: Matteo Iannitti.

Siamo consapevoli di essere una minoranza e quindi sappiamo che tutto questo si potrà realizzare solo con il contributo di ciascuna/o, solo se la tanta parte di Catania che sta soffrendo in silenzio decide di mettersi in gioco e partecipare.

È possibile oggi avviare un progetto nuovo che passa anche dalle amministrative, ma che in realtà guarda al dopo, alla necessità di continuare a lottare, sperimentare e vigilare insieme?

A questa domanda possiamo rispondere solo in forma collettiva, mettendoci in gioco tutte e tutti, senza certezze e paracaduti, ma forti della nostra libertà, della nostra indipendenza e soprattutto della nostra diversità rispetto a chi ieri ed oggi ha gestito la città.

Possiamo costruire una Catania diversa con passione, entusiasmo, immaginazione. Impegniamoci a costruire un progetto concreto, realizzabile e contemporaneamente visionario e rivoluzionario. Sperimentiamo insieme, costruiamo “Catania Bene Comune”.

Per sottoscrivere cataniabenecomune@gmail.com oppure commenta la nota facebook.

Sara Giorlando, 
PasqualinoCacciola, 
Sara Crescimone, Open Mind GLBT
Michele Pistone, RSU Fiom ST
Rosy Scollo, Comitato centrale FIOM
Agatino Sergio La Rosa, studente
Paolo Modica, Fiom ST
Fabio Cuffari, Fiom ST
Rosanna Aiello,
Valentina Marletta, 
Luca Lo Re,
Vincenzo Rosa, 
Didier Pavone, 
Alessandro Motta, 
Francesco Auricchiella,
Carlo Marilli, 
Vincenzo Tedeschi,
Valeria Grasso, 
Salvatrice Tita,
Cristiano Kiriacopoulos, 
Andrea D’Urso, 
Mario "Panzone" Pulvirenti, 
Monica Frazzetto,
Filippo Cannizzaro, 
Emanuele Lamonica,
Edoardo Cicero, 
Daniaela Urso, 
Ivana Ioppolo,
Chiara Ersilia Trapani,
Antonella Salamanca,
Davide Iannitti,
Filippo Di Cataldo,
Chiara Gallo,
Daniela Pagano,
Giuseppe Belluardo,
Dario Portale,
Fabrizio Di Caro,
Mattia Gambilonghi,
Federica Zito,
Selenia Ventimiglia,
Vinci Rosa,
Dame Ndiaye,
Sirna Concetta,
Zingale Calogero,
Rosa Ragusi,
Emilia Giuffrida,
Giuseppe Rosario Nuncibello,
Marcello Ranno,
Salvatore La Porta,
Alessia Piccione,
Carmelo Giocondo,
Concetto Barone,
Francesco Dammino,
Angelo Ragusa,
Giuseppe Coniglione,
Daniela Verzì,
Alessio Portale,
Vincenzo Urso,
Claudio Rictus Zappalà,
Claudio Pagano,
Maria Elena Bonaccorsi,
Luigi Iannitti,
Giuseppe Palumbo,
Salvatore Longo,
Paola De Nictolis,
Simona Baccini,
Natya Migliori,
Elena Majorana,
Lucia Cinà,
Sonia Giardina,
Emanuela Spampinato,
Sabrina D'Orsi,
Gloria La Greca,
Dario Motta,
Chiara Zagni,
Michele Sciacca,
Giorgia Seitz,
Fabio Solano,
Laura Isaia,
Bruno Barbarossa,
Luca Roberto,
Donata Romano,
Elisa Vargetto,
Dina Catanese,
Guido Rizzo,
Elisa Lizzio,
Francesco Borzì,
Marika Baccini,
Vanessa Iudica,
Giuseppa Spinella,
Salvatore Longo,
Enrico Gambadoro,
Marco Giordano,
Maria Caterina Longo,
Antonio Giuseppe Condorelli,
Barbara Grimaudo.

Lunedì 22 Aprile 2013

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